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COMUNE
di TAGGIA
Provincia di
Imperia
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Lì 31/01/2008
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N.
10
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OGGETTO:
REALIZZAZIONE
OSPEDALE UNICO PROVINCIALE SUL TERRITORIO DEL COMUNE DI TAGGIA: ESPRESSIONE
FAVOREVOLE ED INDIVIDUAZIONE SITO DEFINITIVO.
L’anno duemilaotto
addì trentuno
del mese di gennaio
alle ore ventuno
e minuti zero
nella sala delle adunanza consiliari, convocato dal Sindaco con avvisi scritti
recapitati a norma di legge, si è riunito, in sessione Ordinaria
ed in seduta chiusa al pubblico
di Prima
convocazione, il Consiglio Comunale, nelle persone dei Signori:
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Cognome e
Nome |
Presente |
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21. BOLLA MASSIMO - Consigliere |
Sì |
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Totale Presenti: |
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Totale Assenti: |
Assume la presidenza il SINDACO GENDUSO Dr. VINCENZO.
Assiste alla seduta il SEGRETARIO COMUNALE GAMBINO Dr. FRANCO.
Il Presidente, riconosciuta legale l’adunanza, dichiara
aperta la seduta.
Il Presidente introduce il decimo punto all’o.d.g. relativo
a “Realizzazione ospedale unico provinciale sul territorio del comune di
Taggia: espressione favorevole ed individuazione sito definitivo”.
Il Presidente: la pratica e la deliberazione in oggetto rappresenta la
chiusura di un percorso avviato il 25 luglio dell’anno scorso, un iter che ha
visto tutta l’amministrazione, comprese le forze di minoranza e tutta la
cittadinanza coinvolta in un percorso di studi e considerazioni al fine di
valutare fino in fondo tutte le particolarità relative alla possibilità di
ospitare l’ospedale unico nell’ambito del territorio di Taggia. Ospedale che
rientra nell'ambito del piano regionale di modernizzazione del parco
ospedaliero. Ricorda a dovere di informazione, che è stato costituito un gruppo
di lavoro composto da tecnici della Regione Liguria, Provincia e Asl Imperiese
che ha studiato diverse variabili in merito alla possibile ubicazione e
localizzazione dell’ospedale. Alla fine dei lavori effettuati dal gruppo di
lavoro tecnico, è stata costituita una commissione consiliare con il compito di
valutare, anche in termini politici e non solo tecnici, i diversi elementi
sorti. Sono stati realizzati diversi incontri pubblici con la cittadinanza
proprio per portarla a conoscenza delle diverse considerazioni e perplessità da
parte dei cittadini. Alla fine del percorso tutti i dati sono stati raccolti
dalla commissione consiliare riunitasi la scorsa settimana. Si è giunti
pertanto al momento di deliberare insieme, la scelta del consiglio comunale in
merito alla disponibilità a ricevere tale presidio sul proprio territorio e alla indicazione della ubicazione
ritenuta ottimale e preferibile per la
realizzazione della struttura.
Considerata l’importanza della pratica dà lettura della
relazione conclusiva redatta dalla commissione sull’ospedale e del testo della
delibera.
“Sulla base di tutte
le considerazioni ipotizzate il Consiglio Comunale:
1) esprime parere favorevole alla creazione sul
proprio territorio comunale dell’ospedale unico provinciale;
2) in base a quanto emerso nella relazione
conclusiva redatta dalla commissione sull’ospedale, indica quale sito
maggiormente idoneo alla realizzazione della struttura l’aera a monte della
stazione ferroviaria in quanto:
- è un’area scarsamente insediata;
- non presenta fasce di esondazione;
- non ha vincoli per il piano di bacino vigente;
- ha una buona accessibilità viaria;
- presenta un’ampia superficie (circa mq.
130.000) che si rende idonea preferibile alla scelta dell’ospedale.
3) subordina la scelta di ospitare sul proprio
territorio l’ospedale unico alle prescrizioni accluse nella relazione
conclusiva della commissione ospedale, ove si esprime chiaramente che:
-
in considerazione del forte impatto che l'ospedale comporta per
il Comune di Taggia (impatto ambientale, urbanistico, riflessi sulla viabilità,
sul territorio, ecc) ci devono essere
delle garanzie. Le garanzie devono essere date soprattutto dal punto di vista
urbanistico: dovranno essere realizzate
prima le opere di urbanizzazione necessarie al progetto e poi la
struttura. In questo modo non si compromette l'assetto urbano, perchè le opere
interne ci sono, ed inoltre c'è l'incentivo a portare in fondo quanto iniziato.
Il Comune di Taggia non deve rischiare di avere sul proprio territorio una
struttura iniziata e non terminata, oppure una struttura i cui tempi di
realizzazione siano eccessivamente lunghi;
- l'intero progetto comunque deve essere
concordato con l'ente ospitante;
-
su ogni fase di realizzazione ci
deve essere tutela e garanzia per l'ente;
-
il tutto dovrà essere costantemente
monitorato con un cronoprogramma
particolare e preciso sulla base dei dati dell'ufficio tecnico;
la commissione
consiliare dovrà comunque continuare il suo operato e vigilare sull'intera fase
di realizzazione dell'opera.”
Da quanto sopra enunciato si comprende che la delibera di
questa sera significa la conclusione di un percorso, ma anche l’inizio di un
periodo lungo e impegnativo di monitoraggio e vigilanza, che dovrà prevedere
una concertazione con tutti gli altri enti predisposti.
Negroni Maurizio (Capogruppo Centrodestra):
esprime qualche valutazione sulla sostanza dell’iniziativa: fin da
subito il suo gruppo si è dichiarato e dimostrato favorevole alla possibilità
di ospitare un nuovo ospedale sul
territorio e ricorda di avere partecipato alla commissione sull’ospedale
tramite consiglieri del suo gruppo e tecnici esperti. La conclusione dei lavori
della commissione è stata condivisa e ha portato alla preparazione del verbale
che recepisce le perplessità e
integrazioni espresse da parte dei consiglieri in merito alla localizzazione,
alla tempistica, e alla esigenza di certezza sul piano finanziario.
Quello che ha suscitato perplessità da parte del gruppo che
rappresenta è una comunicazione inviata dal dirigente del settore
pianificazione territoriale della Regione Liguria che è un po’ una “doccia
fredda” rispetto al lavoro della commissione, perché questo dirigente - che è
abbastanza autorevole - fa delle valutazioni che sono in contrasto con quanto
stabilito dalla commissione consiliare.
In particolare legge alcuni punti che enunciano:
“…..i criteri di
politica urbanistica che questo dipartimento e il Comitato Tecnico Regionale
per il territorio stanno adottando,….vanno nel senso della massima salvaguardia
delle residue aree agricole produttive del fondovalle specie dove le stesse,
come nel caso di Taggia, uniscono al valore economico-produttivo un forte
connotato identificativo della qualità del paesaggio”.
“….oltre a cio’, nel
caso in questione, è da mettere il luce l’ulteriore controindicazione
rappresentata dall’impatto negativo che la dimensione, necessariamente
importante, dell’edificio ospedaliero avrebbe nei confronti del centro storico
di Taggia.”
Per quanto sopra espresso intende chiedere al sindaco e
all’amministrazione come interpreta questa lettera e sottolinea che sarebbe stato importante avere questa
lettera già in sede di commissione avvenuta in data 29 gennaio. La pratica che
questa sera si chiede di votare ha come oggetto “Realizzazione ospedale unico
provinciale sul territorio del comune di
Taggia: espressione favorevole ed individuazione sito definitivo”: chiede se sia
possibile scindere in due la votazione:
una sulla disponibilità dell’ente a ospitare l’ospedale e l’altra sulla
localizzazione del sito. Si domanda, come potrebbe essere infatti interpretata
a livello regionale, una votazione del consiglio comunale che non tiene in
considerazione le valutazioni espresse nell’ultima lettera pervenuta. Non
bisogna dimenticare che la Regione in questo caso rappresenta un organo
importante, perché è l’organo che dovrebbe finanziare l’opera e rilasciare o
meno le autorizzazioni in merito.
Si dichiara favorevole a votare per l’espressione di assenso
alla localizzazione dell’ospedale sul territorio, ma in merito alla scelta
del sito o si chiarisce la situazione,
oppure preannuncia l’astensione da parte del gruppo che rappresenta. Chiede una
interpretazione autentica in merito all’interpretazione data da parte
dell’amministrazione alla lettera regionale.
Bolla Massimo (Gr. Centrosinistra): condivide la questione così come è
stata esposta dal consigliere Negroni, ma vorrebbe aggiungere alcuni
particolari nel senso che l’arrivo di questa lettera al di là dei contenuti e
punti che tocca, tratta di problematiche che in effetti sono state esaminate dalla commissione per l’ospedale. Quello che
rileva e che gli è dispiaciuto in modo particolare e che gli fa parecchio male
è che non si sia ritenuto doveroso sottoporre al vaglio della commissione tale
documento, commissione che si è
dimostrata collaborativa e costruttiva, senza mai avere delle posizioni
ostruzionistiche. Infatti gli i membri di minoranza che si sono presentati agli
incontri pubblici, hanno sostenuto la posizione emersa durante i lavori di
questi mesi. Il problema è che questo atto non è stato sottoposto al vaglio
della commissione. Non è una questione di puntiglio, ma di serietà nei
confronti delle persone che hanno ascoltato
e partecipato agli incontri, perché personalmente quando è andato a dire che il
risultato a cui è giunto in commissione è maturato sulla base della valutazione di tutti gli altri siti e dati
disponibili, ha trasmesso questa certezza che poi poteva incontrare o meno il
favore di chi ascoltava, ma comunque ha sostenuto un parere, nel limite delle
sue capacità, documentato. Oggi si trova di fronte ad un documento che è
firmato dal direttore generale del dipartimento di pianificazione territoriale
regionale che esprime delle perplessità.
Per questo si associa
alla richiesta di votazione disgiunta alla pratica proposta dal Gr.
Centrodestra; personalmente non gli interessa l’interpretazione che dà la
giunta a questo atto, ma il fatto che questo atto doveva essere messo a
conoscenza della commissione immediatamente, anche nella ristrettezza dei
tempi, anche per le vie brevi, perché costituiva un elemento utile e
fondamentale, un aspetto da valutare per poi addivenire alla valutazione
finale. Se verrà accolta la richiesta di votazione disgiunta per la localizzazione del sito, si
asterrà sulla parte che individua il sito in quanto le valutazioni che ha fatto
finora non hanno tenuto conto di tutta la documentazione esistente.
Espressamente dichiara di “condividere e sottoscrivere il
contenuto del verbale conclusivo della commissione ospedale, ad esclusione dei
punti che individuano il sito nella zona a monte della ferrovia”.
Precisa che il giorno 29 in comune erano presenti
fisicamente i diversi esponenti dei gruppi consiliari e quindi era possibile
fornire loro in quella occasione, copia della
lettera.
Lupi Piera (gr. Indipendente): condivide quanto detto dagli altri
gruppi e si associa alla votazione espressa disgiunta; le spiace che durante
la commissione del 29 gennaio,
nonostante sia parlato di questa lettera, la stessa non sia stata fornita.
Presidente: interviene per precisare alcuni aspetti importanti:
innanzitutto non si deve fare confusione
tra commissione speciale sull’ospedale che si è riunita l’ultimo giorno il 24
gennaio e la commissione pre-consiliare che sono due cose diverse. La lettera
della Regione è pervenuta in data 25
alle ore 13.00 pertanto non c’era la possibilità materiale di essere a
conoscenza di questa lettera prima degli incontri pubblici. Quando il
consigliere Negroni parla di commissione si riferisce alla preconsiliare di
martedi’ 29 gennaio.
Questo parere al di
là della interpretazione che l’amministrazione dà sullo stesso e che ora
spiega, sarebbe comunque stato messo a disposizione, anche perché sono stati
ascoltati i cittadini su tale argomento, pertanto non avrebbe avuto alcun senso
sottrarre la comunicazione regionale pervenuta da parte dell’arch. Lorenzani,
data peraltro l’autorevolezza tecnica della voce.
Accetta la critica relativa al fatto di non avere messo a
disposizione della commissione consiliare, tutti gli atti, ma è tutt’altro
organo la conferenza dei capigruppo per la preconsiliare e la commissione ad
hoc sull’ospedale.
Personalmente ritiene che il contenuto della lettera
trasmessa da parte della Regione sia - anche
in considerazione dei tempi con cui è pervenuto - poco rilevante dal punto di
vista tecnico, si parla di indicazioni che mettono in discussione un’area che
ufficialmente non è stata ancora indicata dal consiglio comunale mettendo in
discussione i criteri adottati, criteri
peraltro abbondantemente discussi all’interno della commissione consiliare
dell’ospedale, sia in merito alla salvaguardia della tutela agricola della
piana a monte, sia in merito all’impatto paesaggistico sul centro storico di
Taggia. Sono elementi che non portano alcun commento ulteriore rispetto a tutti
gli altri criteri che mettono in discussione anche pesantemente
le altre aree. Viene ad esempio ignorato il fatto che l’amministrazione si
sia già espressa in modo critico sulle
caserme Revelli, anzi pare quasi che si suggerisca di riconsiderare la cosa.
Non viene assolutamente presa in considerazione la difficoltà tecnica di una
realizzazione nell’aera a valle della stazione, area che presenta notevoli
controindicazioni e perplessità soprattutto per il piano di bacino, oltre che
presentare una zona piuttosto estesa a produttività agricola nel fondovalle.
Torna a dire che probabilmente nell’ambito della commissione preconsiliare
poteva essere messa a disposizione la
comunicazione per dovere di
informazione, ma personalmente ha reputato la cosa poco rilevante dal punto di
vista tecnico, anche perchè non c’è stato ancora un pronunciamento politico
ufficiale da parte del consiglio comunale sull’area; ritiene che la lettera
giunta da parte della regione contenga indicazioni politiche piuttosto che
considerazioni approfondite dal
punto di vista tecnico.
Conferma che la delibera ha senso se approvata
nell’originario oggetto e cioè espressione favorevole, sia in merito alla
realizzazione dell’ospedale sul territorio comunale, che per la individuazione
dell’area. La delibera di questa sera apre un iter di confronto con tutti gli enti preposti che dovranno
rilasciare vincoli e pareri per l’attuazione della pratica.
Manni Mario (Assessore all’urbanistica): crede di dover ripetere la
cronologia che ha portato alla scelta e alla decisione del sito per l’ospedale,
al fine di comprendere meglio la situazione. L’amministrazione comunale ha
convocato un gruppo di lavoro tecnico composto da vari soggetti e alla quale ha
partecipato anche un commissario mandato dal presidente della Regione Liguria
che ha agito in nome e per conto della regione, al fine di valutare i diversi
aspetti tecnici delle zone del
territorio favorevoli alla realizzazione dell’ospedale. La prima valutazione infatti
si è ritenuto corretto fosse tecnica e
non politica.
A seguito dei lavori del comitato tecnico, sono stati
indicati diversi siti. Su questi dati ha lavorato una commissione consiliare
istituita ad hoc per esaminare le problematiche dell’ospedale: tale commissione
aveva al suo interno esponenti dei diversi gruppi politici ed esperti in
materia. Dai lavori della commissione consiliare è emersa quale zona maggiormente
favorevole per diversi aspetti alla localizzazione dell’ospedale, la zona a monte
della stazione ferroviaria.
Non bisogna nascondere però che c’è una pressione forte da
parte di un assessore regionale a voler realizzato il nuovo ospedale all’interno
dell’area delle ex Caserme Revelli, ma
questa persona dovrebbe avere il coraggio di dirlo apertamente, e non farlo
dire da funzionari che smentiscono se stessi.
L’amministrazione comunale di Taggia ha la volontà politica
di dire no alla realizzazione dell’ospedale nella zona delle ex caserme
Revelli, anche alla luce degli importanti programmi previsti per quell’aera. Il
sito ritenuto maggiormente idoneo alla realizzazione dell’ospedale è il sito a
monte della stazione. Occorre “giocare a carte scoperte” fino in fondo e
assumersi le proprie responsabilità.
Bolla Massimo (Gr. Centrosinistra): personalmente gli spiace che da un
ragionamento politico in senso esteso, si arrivi ad un ragionamento quasi
personale e individualizzato. Ribadisce la posizione che ha preso rispetto a
questa cosa specificando che la lettera della Regione non porta degli elementi
tecnici, ma personalmente fa parte di una commissione politica e pertanto come
politico deve avere la possibilità di prendere atto che l’ente che poi dovrà
finanziare la realizzazione dell’ospedale, ha al suo interno - nella persona
del dirigente della pianificazione territoriale – un funzionario che esprime
delle posizioni contrarie e difformi
rispetto a quelle del comune di Taggia.
Nella lettera il dirigente del settore pianificazione dice
di avere ricevuto le informazioni necessarie dall’arch. Poggi. La sua critica
parte dal pensiero relativo al fatto che sia stata “deliberatamente e
arbitrariamente sottratta alla commissione” la possibilità di avere una
valutazione piena e completa di tutti gli elementi e dati di cui si era a
disposizione. La comunicazione è arrivata il 25 gennaio in comune e pur
rinascendo che non c’erano i tempi tecnici per convocare un’altra commissione consiliare, è
anche vero che la comunicazione poteva avvenire anche per le vie brevi (visto
che c’è anche skype che funziona in Comune). I componenti delle commissione dovevano essere informati dell’esistenza del
documento, al fine di valutare l’opportunità o meno della presentazione della
pratica stasera in consiglio, oppure la riflessione in merito ad un suo
possibile rinvio. Eventualmente anche solo per telefono potevano essere
recuperate le valutazioni dei diversi membri e messe poi a verbale. Non mette
in discussione le capacità dell’arch. Lorenzani della Regione, ma esprime perplessità pesanti da parte di un
organo che dovrebbe poi finanziare l’operazione. Personalmente ritiene di poter
pretendere come membro di una commissione politica, l’informazione relativa
all’esistenza di tale informativa anche per potersi esprimere sulla rilevanza e
valenza tecnica della stessa, cosa che personalmente invece non ha avuto. Come
membro di una commissione sottoscrive determinate cose. Siccome il punto non è
il contenuto tecnico, ma è politico perchè la commissione si è sempre
presentata in modo collaborativo e mai ostruzionistico, ricorda che sulla base
dei dati a disposizione ha ritenuto
quell’area ottimale. Il grave è che non
era così e questo lo indispettisce molto sul piano politico e non tecnico,
perché ritiene che nei confronti della commissione e dei cittadini che hanno
avuto una informazione distorta, sia stata arbitrariamente negata la
possibilità di una discussione completa.
Non entra negli aspetti individuali e personali.
Roggeri Cristina (Consigliere delegato al Centro storico): a suo parere quando è stato
istituita la commissione per decidere come e dove fare l’ospedale si era
d’accordo sul fatto che il processo partecipativo fosse quello giusto, sia dal
punto di vista tecnico, che politico perché era quello che apriva alla
cittadinanza la discussione. Questi percorsi
partecipativi però quando entrano in contrasto con la democrazia
classica e rappresentativa vanno in crisi: perché occorre ammettere che se
l’arch. Poggi che ha fatto parte della commissione non ha mai rappresentato
l’esigenza da parte dell’urbanistica di una modifica– al di là dei pro e dei
contro sulle diverse aree a monte e a valle – allora o l’ente si è sbagliato ad
invitare in commissione solo una parte del settore urbanistica della
regione, o forse l’Arch. Poggi non era
cosi’ significativo. Pertanto anche se capisce la posizione del consigliere
Bolla, non comprende la posizione della Regione Liguria che il giorno prima della decisione in
consiglio comunale, arriva con un fax minatorio che afferma in sintesi la
contrarietà alla realizzazione dell’ospedale nell’area a monte della stazione.
Ma facevano parte del gruppo di lavoro
tecnico anche degli esperti regionali; ma allora pare capire che la Regione quando si trova di fronte a dei
processi partecipativi che sfuggono per loro natura alla decisione piramidale,
va in crisi e manda i fax. Questa è una verità; è vero che i membri della
commissione dovevano essere informati,
ma è anche vero che si sta cercando di scoprire se serve fare le commissioni.
Ad esempio se si fa la commissione sul PUC e si decide come debba essere fatta una
certa zona la decisione presa non cambia anche se la Regione non è d’accordo.
La Regione pare quasi non capire, che il Comune di Taggia sta
dando un segnale forte su questa
pratica, dicendo qui si sta lavorando
per cui si vuole aprire ad un sistema di
collaborazione che non sia solo dall’alto verso il basso.
Presidente: precisa che non è assolutamente vero che ai cittadini sia stata data una informazione non vera e si
oppone fortemente a questo giudizio e accusa. Non accetta neppure che si dica
che è stata data una informazione limitata. Perché le informazioni date ai
cittadini durante gli incontri pubblici erano le informazioni che possedeva
l’ente. La nota della Regione è giunta solo lunedi’ mattina; purtroppo le è
stata comunicata tardivamente e pertanto non è stata trasmessa in tempi brevi
agli altri componenti politici né di minoranza,
né di maggioranza. Si oppone fortemente al giudizio di informazione limitata ai cittadini; dalla
lettura attenta della comunicazione giunta da parte della Regione, si comprende
– considerati i tempi con cui è pervenuta – che si tratta più che altro di una
informazione politica e non tecnica. Per questo stasera, al di là del difetto
di informazione di cui si sta discutendo, si sta ragionando su elementi noti a
questa amministrazione comunale sulla base dei dati che aveva a disposizione e
anche sulla base dei dati forniti dalla Regione Liguria. Ricorda di avere
chiesto al Presidente della regione Burlando di inviare un tecnico a
partecipare al gruppo tecnico di studio proprio al fine di esaminare tutti i
dati a disposizione; infatti anche
quello che ha detto l’arch. Lorenzani è stato preso in considerazione.
Ricorda anche che la delibera di questa sera dà l’avvio a
conseguenti procedure: infatti non si sta decidendo che l’ospedale si farà in
quell’area. La regione a seguito dell’adozione di questa delibera avrà comunque
la possibilità di imporsi con la sua autorevolezza tecnica sul fatto di non poter realizzare l’ospedale in
quella zona; non si potrà obbligare
nessuno a fare qualcosa dove oggettivamente non si puo’, ma questo è tutto da
dimostrare.
Questa comunicazione della Regione a suo avviso non vincola e non preclude il percorso fatto
finora; riconosce il fatto che la cosa
non sia stata messa a disposizione dei componenti la commissione sull’ospedale,
per motivazioni collegate esclusivamente all’iter di elaborazione e
preparazione delle pratiche da portare in consiglio.
Lupi Piera (Gr. Indipendente): a suo parere il difetto di
informazione è pesante, perché il comune di Taggia fa una “forzatura”
dichiarandosi favorevole alla localizzazione su un sito che invece la Regione
Liguria ritiene non idoneo. La comunicazione inviata dalla Regione Liguria
pretende da parte dell’ente un grande coinvolgimento e anche grandi responsabilità. Si da un segnale forte alla regione dicendo che l’amministrazione indica sul suo
territorio il sito che ritiene maggiormente opportuno per ospitare l’ospedale.
Manni Mario: ribadisce che i cittadini sono stati informati e a loro è
stato messo a disposizione tutto lo scibile possibile. E’ contento del fatto
che si sia parlato di sito. Questo significa che le scelte che fa la Regione
possono essere contrastate. Il principio politico deve rispettare la nostra
territorialità, non si sta a elemosinare un voto, senza avere fatto una
valutazione. Che senso avrebbe posizionare l‘ospedale all’interno dell’area
delle ex caserme; il Comune di Taggia dovrebbe accettare la cosa passivamente?
pensa proprio di no. Se ognuno di noi ha il dovere specifico di fare le cose
occorre ribadire pesantemente il proprio impegno.
L’amministrazione individua un’altra area quale localizzazione
dell’ospedale perché una struttura come questa presuppone la necessaria
presenza di altre aree intorno e una zona di compensazione individuata proprio
nelle ex caserme. Si pensi che un comune come Taggia a forte vocazione
turistica, deve comunque avere sul suo territorio, anche le ex Caserme Revelli,
risistemate ad hoc. Non crede ci sia nulla di scandaloso nell’affermare quello
che ha detto finora.
Negroni Maurizio (Gr. Centrodestra): pensa che su questa pratica il
discorso debba essere chiaro e se aperto alle valutazioni degli altri possa
essere produttivo. All’inizio ha fatto la proposta in merito ad una votazione
disgiunta sul testo della delibera: ma i diversi interventi sentiti hanno
probabilmente sollecitato un po’ l’orgoglio degli amministratori di questa
zona. Si sofferma a pensare alla comunicazione della Regione, crede che forse
la scelta dell’ente abbia infastidito alcuni uffici della Regione, uffici che
finanziano l’opera, approvano la parte tecnica: forse da parte di qualche
comune limitrofo non c’è una favorevole accoglienza alla realizzazione
dell’ospedale unico sul territorio comunale. Teme che queste iniziative
vogliano preannunciare la scelta di una localizzazione in territorio diverso da
quello di Taggia. Siccome sono anni che vede queste manovre e sa anche che al
di là dell’aspetto sanitario, purtroppo l’ospedale rappresenta molti altri
interessi, crede che forse ci potrebbe essere una tattica di un certo tipo.
Ha ragione l’assessore Manni a dire che qui viene messa in
discussione l’autonomia dell’ente e l’autonomia degli amministratori. Rimane
intrinsecamente convinto che quanto si approva stasera sia un atto di sfida: ma
se si trovasse “in cima ad una montagna e dovesse scegliere” – pur non sapendo
se sta sbagliando o meno dal punto di vista tattico – riconoscerebbe tuttavia l’importanza della
coerenza. In effetti l’arch. Poggi da sempre conosceva le motivazioni di Taggia
e pertanto non ha senso inviare ora questa comunicazione. La regione a seguito
di motivazioni di carattere organizzativo e programmatico, ha tirato fuori il
discorso del possibile impatto sul centro storico e delle aree agricole e ha espresso
in modo incontrovertibile la possibilità
di valutare altre localizzazioni. Ma
questo non significa che occorra dire passivamente “va bene” e preannuncia alla
luce anche degli altri interventi sentiti, il voto favorevole del gruppo alla pratica.
Bolla Massimo (Gr. Centrosinistra): sottolinea che comunque, seppur in
modo strisciante, è riemerso di novo il
principio per cui dirigenti e funzionari siano il “braccio armato” di quella o
di quell’altra forza politica. Non mette in discussione quanto detto in
commissione e di fronte ai cittadini, anche perchè ha detto da subito che
l’ospedale nella zona delle caserme Revelli pur se appoggiato dalla forza
politica alla quale appartiene, non era
da lui condivisa. Questo anche perché
occorre ragionare a medio lungo tempo e quindi si deve pensare che un ospedale
domani abbia bisogno di spazio ulteriore e quindi ha sempre condiviso il
discorso della zona a monte della stazione. Ribadisce questo anche oggi in
questo momento; delle tre ipotesi forse quella a monte della ferrovia risulta
quella che ha le caratteristiche tecniche
più interessanti. Quello che non riesce a tollerare è che venga
minimizzato quanto è accaduto, perché il fatto è che alcune informazioni nono
sono state rese note. Il problema è che la maggioranza ha deciso arbitrariamente se dare o non dare copia della lettera.
Personalmente ha sostenuto la serietà della commissione e ha creduto nel
processo partecipativo e questo va preso in considerazione, anche per il futuro
tanto è vero che la commissione è aperta e continuerà il suo lavoro. E’ chiaro
che se questo è un processo partecipativo allora tutti i dati devono essere
trasmessi anche per le vie brevi e questa sottovalutazione della gravità lo
preoccupa, perché altrimenti viene meno il fatto che sia venuto in commissione
consiliare. Gli interessa il fatto che esiste una lettera e lui non l’abbia
vista; è vero quando ci sono stati gli incontri pubblici l’ informazione è
stata data sulla base delle informazioni
in possesso dell’ente, ma dopo non è stato dato il diritto di
esprimersi. Addirittura la commissione è aperta per seguire realizzazione
dell’ospedale Questa sottovalutazione
della gravità lo preoccupa e si chiede cosa venga a fare in commissione. Il
fatto di venire a sapere che non era a conoscenza di tutti i dati lo mette in
imbarazzo nei confronti della cittadinanza e crea difficoltà nei rapporti con
la maggioranza. Oggi non è stato reso noto questo documento, domani cosa
potrebbe mancare?E’ la maggioranza che ha il centro delle informazioni. Ma la
fiducia della minoranza dove va a finire
se vengono sottratte delle informazioni?.
Siccome gli pare di avere capito che la votazione disgiunta non ci sarà e
ritiene importante e delicato il tema, chiede cosa pensa la maggioranza di
quanto ha affermato: se la ritiene una enfatizzazione esagerata o se ci puo’ essere un impegno serio
e preciso sui rapporti tra maggioranza e minoranza. Questo impegno spesso
sembra venire meno: lo si veda con le
commissioni consiliari convocate a
ridosso del consiglio comunale,
la documentazione inviata poco tempo prima: questo mette in discussione
la dialettica tra maggioranza e minoranza. Si chiede se quanto espresso è ritenuta una giusta preoccupazione, sulla
quale la maggioranza intenda impegnaarsi
affinché in futuro non si verifichino più episodi di questo genere.
Presidente: sottolinea il fatto che nella circostanza ci sono due
ordini di problemi da valutare: uno è l’oggetto della decisione che occorre
prendere e un altro è la questione relativa alla informazione e correttezza. A tale
ultima domanda risponde si, cioè in
qualità di presidente del consiglio, afferma
che l’amministrazione si assume l’impegno a fare si’ che le comunicazioni
arrivino in tempo, per non penalizzare una parte del consiglio. Ritornando alla
mancata comunicazione della lettera da parte della Regione spiega che si è
trattato proprio di un problema di distrazione
e non di sottrazione, che a suo avviso è stato veramente enfatizzato da parte
del consigliere Bolla. Distrazione alla quale si aggiunge anche il fatto che
emotivamente ha ritenuto che il
contenuto di quanto indicato nella lettera non fosse rilevante, ma più che
altro un siluro di intimidazione. Si
mette in discussione solo su questo ultimo aspetto.
Ritiene che questo momento sia uno di quei momenti in cui l’amministrazione ha bisogno
di affermare quella che è la sua intenzione
in considerazione delle analisi e delle valutazioni fatte. La battaglia
dell’Assessore Manni su questo è decisa:
occorre esprimersi sul fatto che l’area a valle della stazione per i dati
raccolti e studiati, non è idonea alla localizzazione dell’ospedale o
almeno non lo è quanto quella a monte. Se poi la Regione o altri enti daranno indicazioni alle quali ci si dovrà “inchinare”,
si farà. Ricorda, ricollegandosi al discorso relativo ad un eventuale
ostruzionismo da parte della Regione, che quando ha parlato con l’arch.
Lorenzani lunedi’ scorso ha percepito che il contenuto della lettera inviata non
impone comunque dei vincoli tecnici imprescindibili, per questo ritiene di
sostenere comunque la scelta portata avanti finora dall’amministrazione
comunale.
Bolla Massimo: ritiene di avere dovuto evidenziare la problematica per un
questione di serietà, anche perché quando si dice ai cittadini che si
istituisce una commissione per discutere di questo o quello, occorre fare
capire che lo si fa per lavorare e valutare il bene della città; per questo
quanto accaduto è grave e auspica che non si debba più ripetere, anche perché
pregiudicherebbe i rapporti tra il gruppo centrosinistra e l’attuale
maggioranza. Si riserva comunque di valutare in futuro l’evolversi della
situazione. Alla luce di quanto detto pensa tuttavia, anche in considerazione
dell’importante lavoro svolto dagli altri commissari, di dover fare un atto di
responsabilità votando favorevolmente la
pratica.
Lupi Piera (Gr. Indipendente): siccome ritiene che il consiglio
comunale debba dare un segnale forte su questa pratica, e un voto unanime è un
segnale forte, preannuncia il voto favorevole alla pratica.
Presidente: prende atto di questa disponibilità e atto di
responsabilità da parte dei diversi gruppi politici.
RILEVATO che la Giunta
Regionale, nel luglio scorso, ha
proposto al Consiglio di approvare il “Programma strategico. Modernizzazione
parco ospedaliero regionale – Legge n° 67/88 – art. 20: Aggiornamento elenco
interventi da inserire nell’accordo di programma Regione-Governo anno 2007” che
prevede, tra l’altro, la costruzione, nella piana del Comune di Taggia, del
nuovo presidio nel ponente ligure (ASL 1);
RICHIAMATA la delibera del Consiglio Comunale di Taggia n° 12 del 25/7/2007:
“Individuazione del Comune di Taggia quale sede dell’ospedale unico –
Comunicazioni” con la quale è stato espresso, all’unanimità, il parere favorevole ad ospitare tale struttura;
CONSIDERATO che è stato istituito un Gruppo di Lavoro
composto da rappresentanti tecnici della Regione, della Provincia, dell’ASL e
del Comune per approfondire la fattibilità del progetto sulle diverse aree
individuate quali possibili siti di realizzazione dell’ospedale:
1.
Area
a monte della Stazione Ferroviaria e del nuovo parco commerciale
2.
Area
a valle della Stazione Ferroviaria e dell’attuale cantiere della Aurelia Bis
3. Area
delle ex Caserme Revelli
CONSIDERATO che durante i sei incontri
avvenuti il Gruppo di lavoro ha valutato diversi aspetti quali la superficie
disponibile, accessibilità viaria, costi, vincoli, attività in corso, tempi di
esproprio, collegamenti con l’Aurelia Bis, impatto paesaggistico, costi di
costruzione, problematiche inerenti l’accessibilità da parte dei Vigili del
Fuoco, problematiche connesse al Piano di Bacino, inquadramento Urbanistico,
disponibilità dei terreni, volumetrie esistenti, costi di trasferimento degli
impianti esistenti;
RILEVATO inoltre che con
deliberazione di C.C. N. 44 del 22.11.2007 è stata istituita la commissione
consiliare sull’ospedale unico composta da:
Sindaco: Dr. Genduso Vincenzo
Assessore all’urbanistica: Dr. Manni Mario
Dr. Raffa Riccardo: consigliere Gr.
Centrodestra
Dr. Bolla Massimo: consigliere Gr.
Centrosinistra
Lupi Piera: consigliere Gr. Indipendente
ed
esperti in materia designati dai diversi gruppi consiliari
al fine di approfondire i diversi aspetti e
valutare i dati forniti dal gruppo di lavoro;
PRESO ATTO che sono stati
altresi’ effettuati n. tre incontri pubblici al fine di informare la cittadinanza e confrontarsi in merito a tale importante argomento;
VISTA la nota inviata dalla
Regione Liguria in data 25 gennaio in merito alla scelta dell’area per la
ubicazione del nuovo Ospedale, citata prima nel corso del dibattito in aula;
CONSIDERATO che alla luce di quanto sopra
premesso questa Amministrazione conferma la propria disponibilità alla
realizzazione sul territorio comunale dell’ospedale unico Provinciale,nella
zona a monte della stazione ferroviaria,
con le indicazioni rilevate nella relazione conclusiva redatta dalla
Commissione consiliare sull'ospedale che si allega al presente atto quale parte
integrante e sostanziale (All. Sub A);
CON VOTAZIONE UNANIME dei n. 20
consiglieri presenti e votanti
ESPRIME
1)
parere favorevole alla creazione sul proprio territorio comunale dell’ospedale
unico provinciale;
2)
individua in base alle indicazioni rilevate nella relazione conclusiva redatta
della commissione consiliare sull’ospedale, quale sito maggiormente idoneo alla
realizzazione della struttura l’aera
a monte della stazione ferroviaria in quanto:
- è un’area scarsamente insediata;
- non presenta fasce di esondazione
- ha una buona accessibilità viaria;
- presenta un’ampia superficie (circa mq.
130.000)
3)
subordina la scelta di ospitare sul proprio territorio l’ospedale unico alle
indicazioni espresse nella relazione conclusiva della commissione consiliare
sull'ospedale che acclusa al presente atto ne forma parte integrante e
sostanziale (Sub All. A).
Il Presidente
___________________________________ |
Il Segretario
Comunale
___________________________________ |
CERTIFICATO DI PUBBLICAZIONE
La
presente deliberazione è stata pubblicata all’Albo Pretorio del Comune per 15
giorni consecutivi, dal __________________ al __________________. Il Segretario Comunale
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E' copia
conforme all'originale, in carta semplice, per uso amministrativo. |
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DICHIARAZIONE DI ESECUTIVITA’ DIVENUTA ESECUTIVA IN DATA ______________________q
In quanto dichiarata immediatamente eseguibile (art.134
comma 4 del D.L. 18-08-2000 N.267 – T.U.E.L.) q
Per il decorso di giorni 10 dalla data di affissione
all’Albo Pretorio del Comune (art.134 comma 3 del D.L. 18-08-2000 N.267 –
T.U.E.L.) Il Segretario Comunale
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