Copia

 

 

 

COMUNE di TAGGIA

Provincia di Imperia

_____________

VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE

 

  31/01/2008
N. 11

 

OGGETTO:

SPORTELLO UNICO PER L'EDILIZIA: REVOCA DELIBERA DEL C.P. N. 151 DEL 22.05.2007     

 

L’anno duemilaotto addì trentuno del mese di gennaio alle ore ventuno e minuti zero nella sala delle adunanza consiliari, convocato dal Sindaco con avvisi scritti recapitati a norma di legge, si è riunito, in sessione Ordinaria ed  in seduta chiusa al pubblico di Prima convocazione, il Consiglio Comunale, nelle persone dei Signori:

 

Cognome e Nome

Presente

1.         GENDUSO Dr. VINCENZO - Sindaco

2.         ALBERGHI MASSIMO - Assessore

3.         ARIETA PIERO SALVATORE - Assessore

4.         CAGNACCI MATTEO - Assessore

5.         MANNI MARIO - Assessore

6.         CORDONI GIOVANNI - Assessore

7.         GAROFALO DOMENICO - Assessore

8.         LANTERI ANDREA - Consigliere

9.         LOMBARDI IVAN - Vice Sindaco

10.     BEGHELLO LUIGI - Consigliere

11.     ORENGO ROBERTO - Consigliere

12.     BELCAMINO COSIMO - Consigliere

13.     ROGGERI CRISTINA - Consigliere

14.     CASELLI DIEGO - Consigliere

15.     NEGRONI MAURIZIO - Consigliere

16.     ALBANESE SALVATORE MAURO - Consigliere

No

17.     RAFFA RICCARDO - Consigliere

18.     LUPI PIERA - Consigliere

19.     ASCHERO UBERTO - Consigliere

20.     LUPI CRISTIAN - Consigliere

21.     BOLLA MASSIMO - Consigliere

Totale Presenti:

20

Totale Assenti:

1

 

Assume la presidenza il SINDACO GENDUSO Dr. VINCENZO.

Assiste alla seduta il SEGRETARIO COMUNALE GAMBINO Dr. FRANCO.

Il Presidente, riconosciuta legale l’adunanza, dichiara aperta la seduta.


Il Presidente introduce l'undicesimo punto all'o.d.g. Relativo a “Delibera di C.p. n. 151 del 22.05.2007 – revoca”. Precisa che questa sera è stata data ai capigruppo la copia della delibera emendata che differisce - almeno nelle premesse - rispetto alla bozza di delibera originaria, e cede la parola all'assessore all'urbanistica Dr. Manni Mario, che spiegherà anche il perchè la copia definitiva della bozza di delibera sia stata consegnata solo ora.

 

Dr. Mario Manni (Assessore all'urbanistica): spiega che è stato chiesto un parere legale a conforto della  delibera da adottare, parere  che è giunto solo nel tardo pomeriggio, ed è per questo che solo stasera si puo' consegnare ai capigruppo l'ultima versione della bozza di delibera,  che comunque non  modifica o stravolge quanto indicato nella versione originaria, più che altro ci sono alcune precisazioni e puntualizzazioni.

Fa una breve cronologia  della situazione: il 22.05.2007 il commissario straordinario ha adottato con i poteri del consiglio la delibera n. 151 avente ad oggetto “Espressione di assenso ai sensi dell'art. 59 della L.R. 36/97 relativa alla variante fabbricato, nonché realizzazione di una strada pubblica da cedere al comune in variante urbanistica e modifica della destinazione d'uso del sedime individuato come strada privata di uso pubblico nel  progetto originario che si intende trasformare in strada privata con funzione  galleria commerciale.”

Si sta parlando della strada pubblica che separa le due unità di vendita del complesso La Riviera Shopville;  sono due ambiti diversi che erano stati approvati come  variante al Piano regolatore del 2002, programmi diversi che fanno parte di un complesso di n. 4 ambiti: la struttura alimentare e non (il Conad), la galleria commerciale, l'albergo e l'ingrosso. Ora veniva proposto dal commissario un assenso a fare realizzare alla società una strada che avrebbe di fatto unito Via Morene a Via San Francesco dando in cambio questa  strada pubblica che separa i due ambiti, per trasformarla in una galleria commerciale. Nelle motivazioni si dice che questo creerebbe un raccordo tra il centro storico di Taggia, evitando di convogliare  il maggior traffico sulla Via Aurelia e il centro abitato di Arma. Spiega che l'amministrazione non crede che questa  strada sia di interesse alla collettività e alla viabilità, anzi pensa che andrebbe ancora di più ad incidere su Via San Francesco con un traffico veicolare che è già molto presente. Per questo motivo la giunta comunale delibera il 6.12.2007 un atto di indirizzo per avviare il procedimento di revoca della deliberazione  del commissario straordinario: si ritiene che la strada proposta non sia di interesse pubblico, ma anche perchè si ritiene che sia una priorità cercare di sgravare via San Francesco e perchè chi scende dall'autostrada per venire al centro può farlo passando dalla Strada SS 548 e la realizzanda bretella dell'Aurelia  bis. La società presenta delle memorie dicendo che non si sa quando queste due strade saranno realizzate, forse non avendo ben presente il territorio perchè una di fatto è realizzata e l'altra è in via di realizzazione. Ma in modo particolare vuole rifarsi a quanto accaduto  nel 2002 quando si era adottata  una variante al PRG per la realizzazione di un polo  integrato. Ricorda che in consiglio allora venne presentato il progetto e in allegato vennero rappresentati anche gli  scomputi; a scomputo di questo non si è mai pensato di fare realizzare una bretella che collegasse di fatto lo svincolo a via San Francesco. Erano state chieste altre opere a scomputo quali la riesumazione del Rio  Beglini, il parcheggio a  silos per i parcheggi pubblici, zone verdi,  ma mai si penso', sia maggioranza che minoranza, di fare realizzare a scomputo una strada di collegamento. Per questo l'amministrazione crede che le motivazioni del  commissario straordinario non abbiano validità e di qui la necessaria  revoca. Nella lettera di controdeduzioni si legge che è auspicabile arrivare ad una soluzione del contenzioso, cosa che tutti auspicano, ma non adottando una variante che preveda quel tipo di viabilità perchè  non si ritiene di interesse pubblico la strada proposta dal commissario straordinario.

 

Negroni Maurizio (Capogruppo Centrodestra): precisa che questa pratica è molto complessa ed è ormai da  anni che è iniziata, con le diverse vicissitudini che tutti conoscono. Personalmente crede che il gruppo di  maggioranza stia sbagliando a revocare la delibera, anche perchè questo discorso va affrontato in modo pragmatico. La complessità e particolarità della vicenda e situazione, fa si' che tutte le decisioni che si vanno ad intraprendere possano essere segnate da alcuni errori. Non c'è una soluzione unica e sicuramente  positiva.  Per questo il suo discorso è  pragmatico e  poco tecnico:  obiettivamente si passa da una situazione molto difficile, che comunque il commissario prefettizio – che reputa   comunque persona di esperienza che quindi prima di agire avrà sicuramente valutato tutte le possibili soluzioni – ha cercato di risolvere, al rischio di nuove cause legali. A suo parere occorre ragionare sul fatto che si poteva avere una strada il cui valore si aggira circa intorno ai 500-600 mila euro sul fatto  che comunque potevano essere svolte delle trattative in tale senso: non crede che la società interessata non abbia valutato questo. Per questo ci doveva essere almeno  uno sforzo maggiore e la trattativa doveva essere più serrata e prolungata. Ricorda di avere sentito parlare  della proposta dell’amministrazione di chiedere in cambio la realizzazione di una  piscina  o di altre strutture di tipo pubblico e altro.

Con la decisione di questa sera l'ente rischia di passare da una situazione - efficace e meno che sia,  ma comunque in parte risolta, ad una situazione di nuovi processi, cause legali, ricorsi al TAR, controdeduzioni da parte di studi legali particolarmente grandi e affermati.

Quanto sopra affermato non deve essere inteso come timore nei confronti della società, ma è solo una riflessione sul fatto che la strada della trattativa debba comunque essere ripresa; la decisione che si propone al consiglio comunale stasera è comunque  rischiosa e anche se condivisibile sotto  alcuni punti di vista, deve fare pensare alla possibile perdita da parte dell'ente della causa con conseguente danno enorme.

Al di là delle valutazioni di carattere generale esposte questa sera, crede che forse l'adozione della delibera da parte del commissario prefettizio apriva la possibilità di vedere  risolto un problema, di ottenere un' opera pubblica e forse la possibilità di chiedere un qualcosa in più;  invece ora si prospetta un nuovo contenzioso, cause legali, e un'opera pubblica mancata. Personalmente non  sa se il collegamento della bretella che passerà sotto via san Francesco risolverà la situazione, anche perchè interessa pochi passanti.

Crede che tutte le sistemazioni e viabilita' che si possono realizzare siano da prendere in considerazione, magari anche l'idea di una rotonda in fondo a Via Roggeri, come si programmava di fare e la disponibilità  di riavere un flusso che - anche se in delibera viene visto in modo negativo - forse rivitalizzava un quartiere.

Partiamo comunque da una iniziativa e una soluzione prospettata tra l'altro dal commissario, che forse poteva risolvere il problema, ad una situazione nuova che puo’ comportare nuove liti. Da cittadino si augura che l'amministrazione abbia ragione nella sua scelta, ma come cittadino vorrebbe ottenere anche la soluzione del  problema. 

Si augura che l’amministrazione riprenda comunque un dialogo al fine di ottenere da questo progetto privato  una contropartita importante per il comune. Anche perchè crede che la società abbia a tutt’oggi l'idea di unire le due realtà. Personalmente non crede che sia un limite il fatto  che  ci sia una stradina di passaggio pubblico che nessuno utilizza (e sfida veramente chiunque a dire che questa stradina è di utilizzo  pubblico) anche perché  comunque è una strada piccola e stretta.

 

Dr. Manni Mario: precisa di quale stradina si sta parlando.

 

Arch. Roggeri Cristina (Consigliere delegato al centro storico): spiega che comunque la società ha realizzato un progetto che è difforme rispetto a quello presentato inizialmente effettuando un abuso; ora per mettersi a posto chiede di poter monetizzare con un’opera pubblica che l'amministrazione però non ritiene soddisfi le proprie esigenze; il procedimento dovrà essere gradatamente condotto. L'amministrazione non è interessata per forza alla strada pubblica. Purtroppo non è un fatto personale verso la società, ma di fatto c'è stato un abuso.

 

Manni Mario: conferma il fatto che si sia stata una trattativa e cita la proposta della realizzazione di una piscina. Ricorda che anche in campagna elettorale si è per molto parlato dell’area delle Ex Caserme Revelli, e della possibile realizzazione al suo interno di un polo sportivo, di una piscina. Ma quanto proposto dalla società non è sembrata una soluzione ottimale perchè non si proponeva solo una piscina, ma una piscina con intorno circa 4 piani di palazzi.

A suo parere è fondamentale quanto si legge in un passo della delibera, che sancisce un principio importante riportando: “l'interesse pubblico impone anzitutto di esigere  dalla parte privata il rispetto degli atti di pianificazione approvati e vigenti e delle soluzioni progettuali ad essi conformi, mentre la risoluzione  del contenzioso deve costituire caso mai nuovi assetti urbanistici edilizi condivisi dalla pubblica amministrazione e non imposte da defatiganti azioni giurisdizionali.

Già qui è sancito un principio importante e cioè il rispetto della regola. Quello che è stato licenziato deve essere fatto. Questo è un atto di profonda giustizia nei confronti di tutti. Cioè l'ufficio comunale non puo’ contestare l’abuso ad un “piccolo” cittadino e tirarsi indietro di fronte a questi “colossi” societari. Questo sarebbe comunque affermare in modo esplicito che solo perché si hanno di fronte grandi realtà, ci si tira indietro. Il rispetto della regola deve essere preteso  da tutti, dai piccoli ma soprattutto, da chi ha grandi capacità. La pubblica amministrazione deve essere garante di questo.

Occorre ricordare anche che  il problema è della società; è la società che non ha effettuato il progetto in modo conforme a quanto prescritto e allora per questo si è entrati in una fase di trattativa che aveva previsto la realizzazione di una piscina fruibile un’opera pubblica importante per tutti e non una strada. Per le motivazioni sopra evidenziate tuttavia le proposte avute non sono state ritenute congrue e la trattativa si è interrotta, ma  la situazione comunque non poteva essere lasciata a mezz'aria. Per questo è stato deliberato un atto di indirizzo per un avvio di procedimento.

 

Bolla Massimo (Consigliere Gr. Centrosinistra): spiega che il suo intervento è volto a riportare le dichiarazioni della forza politica che rappresenta, perché, considerato che in qualche maniera la società che gestisce l’ipermercato in questione è uno dei più importanti clienti dell'azienda di cui è amministratore, preannuncia per motivi di correttezza che prima della votazione uscirà dall’aula.

Innanzitutto rileva,   rispetto a quanto detto dall’assessore  Manni due vizi di fondo: uno è che  se si fa la battaglia sul principio, allora non si apre la trattativa; cioè se il principio che  devo rispettare è una regola allora non si va a trattare; se invece si apre la trattativa, sarebbe stato opportuno sapere quali erano gli scopi, cioè gli obiettivi dell’amministrazione (e non intende entrare nel merito sul fatto che la strada sia  utile o meno, perchè è vero che l'ente deve valutare la pubblica utilità,  ma se si apre la trattativa deve essere chiaro a cosa si vuole arrivare). Personalmente non è ancora chiaro cosa la società offriva in cambio, ha sentito parlare di piscina, ma nulla di preciso. Quando si prende con coraggio l’onere e il rischio di trascinare il Comune in una battaglia lunga e piena di problemi, si deve  sapere anche quale è il punto finale al quale si vuole arrivare. E' questo il vizio di fondo della impostazione di tutta  vicenda, non crede che ci siano prese di posizione mirate contro questa o quella azienda, anche se poi ovviamente si segnalano delle ripercussioni. I vizi di fondo a suo parere sono questi.

Se si parla di principio allora deve pensare che il tutto si basa   sul ripristino del progetto iniziale, ma  allora non c'è  trattativa. Se si parla di trattativa allora  come cittadino che rischia di vedere il suo Comune coinvolto in una lunga battaglia giuridica e come amministratore di minoranza avrebbe voluto sapere prima quale era la rotta e l'obiettivo della maggioranza.

 

 

Manni Mario: risponde al consigliere Bolla dicendo che il principio lo si va ad affrontare. Va da sé che poi questa iniziativa intrapresa debba essere finalizzata. Il suo pensiero è stato il principio, cioè la parte privata doveva rispettare i contenuti del progetto presentato. Se ci si astrae dal contesto infatti si puo’  vedere il non rispetto dei contenuti degli atti nella sostanza. Questo significa che viene offesa la comunità: e' questo il punto di partenza: se non rispetti la regola offendi la comunità. Allora occorre dare qualcosa in cambio per rimediare, ed è in questo momento che si parla di trattativa, cioè si sancisce che il principio  è stato violato  e pertanto si pone rimedio. Nella sostanza si va a ridare qualcosa alla comunità. Per questo si è pensato alla piscina, fruibile da tutta la collettività, ma nel momento in cui la controparte non propone solo la piscina ma un qualcosa di altro, allora l’amministrazione ritiene di avere la possibilità di non accettarlo. Sinceramente non se la sente di portare una variante al piano regolatore che preveda una piscina con  sopra un albergo di 4 piani. Fare la piscina nella zona delle ex Caserme, sembrava una proposta seria. Chiarisce che non ci sono stati scontri verbali anche perchè i giornali spesso riportano  le cose in modo distorto. Ad esempio si è parlato del fatto che è stato chiesto alla società se l’albergo sarà aperto: ma questo era già stato stabilito in un atto unilaterale d'obbligo, non è stato chiesto un qualcosa di nuovo. E’ ovvio che l’amministrazione nel rispetto dell'autonomia delle scelte intraprende cosa crede.

 

Si parla di difformità non di abuso.

 

Negroni Maurizio (Capogruppo Centrodestra): chiede un chiarimento sulla replica dell'assessore Manni, al fine di evitare equivoci: non mette in dubbio il fatto che le regole debbano essere rispettate, questo è scontato. La comunità è stata offesa, c’è stata una difformità: il suo discorso non era nel senso che siccome si ha a che fare con una grande società tutto è concesso, era solo un invito a riflettere sulle conseguenze delle scelte della amministrazione. Quando si agisce per sé ognuno puo’ fare come crede, ma quando si agisce come amministratori pubblici occorre valutare tutti i pro e contro perchè le valutazioni ricadono su tutti i cittadini che si rappresentano. Questo ci teneva a precisarlo, salvo il fatto che ovviamente l’amministrazione è libera di decidere come crede. A suo parere si sta girando intorno al problema perchè o si ha chiaro l’oggetto della trattativa o altrimenti non si arriva da nessuna parte. Auspica che a breve si riprenda la discussione e la trattativa, avendo chiari gli obiettivi da raggiungere. Quando accennava al fatto di valutare i pro e i contro,  metteva anche in preventivo la possibilità che qualche organismo legale  dia torto all’ente, senza magari avere ottenuto nulla e allora il “fiasco” sarebbe completo. Se la sentenza del TAR che si sta aspettando  da giorni  darà torto all’ente ci saranno ulteriori problemi. Ritiene che scelte di questo tipo che possono causare danni anche gravi ad un bilancio e quindi a una comunità, debbano essere assunte dopo averci pensato bene. Auspica  di avere chiarito il discorso relativo all’importanza del  rispetto delle regole, e spera si comprenda e non si distorga il senso del suo intervento.

 

Dr. Manni Mario (Assessore all’urbanistica): precisa che il ricorso al TAR proposto dalla società riguarda il silenzio dell'amministrazione; non si ricorre sulla sostanza della delibera. Non ci sono ricorsi al TAR sull’avvio del procedimento.

Ribadisce che al gruppo di maggioranza non “interessa” la strada, perchè  non se ne ravvisa una pubblica utilità.

 

Lupi Piera (Gr. Indipendente): parte dal presupposto che la pratica sia molto delicata, e complessa e a suo parere andrebbe rivista sotto molti aspetti. Crede che il commissario straordinario non sia stato uno sprovveduto, anzi probabilmente ha voluto fare cosa gradita a qualsiasi amministrazione successiva, perché è andato a sanare  un contenzioso che si protraeva da tempo e una situazione non semplice. Le spiace che si continui a parlare di questo tratto di strada affermando che   arriva solo fino a via San Francesco, perché è giusto ricordare che il commissario aveva ragionato su un tratto più lungo cioè sul  prolungamento fin dopo la rotonda (per intenderci dalla Valverde fino alla superstrada) il progetto infatti era più ampio, era un piano particolareggiato.

Non discute il fatto che la maggioranza abbia detto e ritenuto che la strada proposta non interessi, perché questo è un pieno diritto che ha l’amministrazione, ma personalmente ha stima del commissario prefettizio e a suo giudizio personale il ragionamento fatto era corretto. Quello che non riesce a capire è “dove si vuole parare”, cioè cosa chiede l’amministrazione in cambio. Il commissario prefettizio prima di agire  si sarà sicuramente informato. Quanto vale la strada?All’epoca del commissario si era parlato di  700.000 euro, allora perché non  monetizzare.

Qual è l’idea dell’amministrazione?Ricorda che in sede di commissione consiliare l’arch. Roggeri ha parlato di una cifra pari a 4.000.000,00 di Euro, chiede pertanto chiarimenti in merito.

 

Arch. Roggeri Cristina: interviene precisando che la cifra detta deriva dal fatto che secondo la normativa vigente gli abusi edilizi – qualora non sia possibile ripristinare lo stato dei fatti dei luoghi – vengano quantificati nel doppio del valore venale del guadagno conseguito.

 

Lupi Piera: crede che ci sia una sproporzione notevole tra la richiesta del commissario prefettizio - persona comunque  al di sopra delle parti e organo non politico che ha quindi i requisiti per fare una trattativa serena - e la richiesta espressa da parte dell’amministrazione. E’ vero che la società ha effettuato una difformità rispetto al  progetto originale, ma occorre anche valutare come questa difformità è nata: è stata presentata una DIA. I progettisti hanno presentato una DIA e questa  è stata concessa; dopo  è successo il “pandemonio” che tutti conoscono e le relative conseguenze (problematiche con il geometra responsabile dell'ufficio tecnico, polemiche, raccolte di firme...ecc.). Crede che proprio per il fatto che la situazione è veramente intricata, il commissario prefettizio abbia ritenuto di fare una cosa saggia sanando  la situazione. Ora crede che si debba riniziare una situazione dalla quale si rischia di non uscirne più. Ritiene che l’amministrazione correttamente abbia iniziato un dialogo con la società, anche perché se  non interessa la strada, ci deve essere la chiara indicazione di cosa si chiede. E’ vero che la società ha dei legali, ma occorre ricordare che anche l’ente paga i propri legali, e queste sono comunque spese che gravano sulla collettività.

Se si riesce ad instaurare un dialogo è meglio,  evitando dichiarazioni sui giornali che possano offendere e compromettere.

 

Dr. Manni Mario(Assessore Urbanistica):   interviene per precisare che pare quasi assurdo sentire parlare di “offesa” nei confronti della società Leclerc, quando nella delibera di consiglio comunale votata alla unanimità c’era chiaramente indicato che gli ambiti erano quattro: tra questi si prevedeva anche l’apertura di un albergo. Anche il consigliere Lupi Piera ha votato la pratica. Non crede di avere offeso nessuno a chiedere se apriranno l’albergo, dopo che la società ha affermato che l’albergo non è considerato un business. I termini scadono a luglio del 2008. Ma sempre nella stessa delibera si  parlava di piano occupazionale: è stato attuato? Non crede che ci si debba meravigliare di quanto c’è scritto sui giornali, perché il contenuto della pratica che è stata votata in sede di consiglio comunale, dovrebbe essere conosciuto e chiaro soprattutto ai consiglieri che sono presenti in questo consiglio comunale e che all’epoca avevano votato.

 

Lupi Piera: conferma di sapere esattamente cosa ha votato e ricorda anche che la pratica era stata votata all’unanimità. Chiede soltanto all’amministrazione di addivenire ad una trattativa che non sia eccessivamente difforme da quanto proposto dal commissario straordinario, che non sia una “follia”, perché chiedere 4.000.000 di Euro è una pazzia, di evitare l’instaurazione di altre cause legali che qualora perse, metterebbero veramente il comune di Taggia in ginocchio. A suo parere la cifra che si puo’ chiedere alla Società come contropartita non dovrebbe essere  totalmente sproporzionata rispetto a quella che ha chiesto il commissario straordinario. Non sta chiedendo all'amministrazione di non portare a casa il più possibile e di non seguire la propria autonomia delle scelte.

 

Manni Mario: precisa che il commissario prefettizio ha chiesto un’opera pubblica e non delle cifre. L’amministrazione sta dicendo di  non essere interessata alla strada, ma ad un’altra opera pubblica. Invita la minoranza – qualora abbia chiara l’individuazione di una opera pubblica - a indicarla, perché i discorsi fino ad ora sentiti paiono molto farraginosi.

 

Lupi Piera: non ritiene assolutamente farraginoso quanto affermato prima: l’unico modo per quantificare il valore chiesto dal commissario straordinario è cercare di monetizzare l’opera, che è l’unico parametro che si ha. La cosa più logica era infatti che il Comune di Taggia se non è favorevole alla realizzazione della strada, chieda alla società Leclerc il corrispondente del valore della stessa. L’amministrazione sta dicendo che non vuole la strada proposta, ma non dice cosa chiede in cambio, non dice dove intende portare l’intera cittadinanza. Non vuole che vengano sciupati stupidamente soldi della collettività in cause lunghissime che se si perderanno causeranno gravi problemi all’ente.

Preannuncia il voto contrario alla pratica e ribadisce che la cosa più sensata è quella di monetizzare l’opera proposta dal commissario.

 

 

Alberghi Massimo: si dichiara esterrefatto  di quanto ha sentito  e proverà ora ad esprimere il proprio sentimento in merito. Non dubita assolutamente della buona fede delle istanze fatte da parte dei gruppi di minoranza sulla preoccupazione legata al fatto di sapere o meno dove le scelte dell’amministrazione porteranno la cittadinanza, ma sono sbagliate le argomentazioni. Sottolinea come la società abbia effettuato interventi completamente difformi dal progetto originario presentato. Ricorda che due anni fa insieme all’ex assessore Albanese che questa sera è assente, ha ricevuto in Comune la procura  che ha rilevato il fatto che, con una serie di DIA, il progetto era  stato completamente stravolto; le successive conseguenze non sono state un “pandemonio” c’è stata l’apertura di  un processo, un fatto di gravità terrificante per un Comune come Taggia. Non si può dimenticare cosa è accaduto;  personalmente ha pagato per quanto accaduto e per le conseguenti affermazioni che ci sono state.

Per tale motivazione non crede che gli stessi soggetti attuatori coinvolti,  possano presentarsi  in comune  il 22 di maggio 2007 durante la gestione commissariale -  a ben cinque giorni dalla  data delle elezioni – e  firmare con il commissario prefettizio un accordo che prevede la realizzazione di una strada che, al di là di quanto si dice, serve esclusivamente alla società Leclerc e della quale la collettività non se ne fa nulla. Solo per  questo il gruppo di  maggioranza attuale dovrebbe essere impaurito e sottostare a quanto deciso?Non crede che questo atteggiamento sia corretto; è convinto di questo altrimenti  non si sarebbe ripresentato, cosi’ come le altre 14 persone componenti il suo gruppo,  alle elezioni politiche del 2007.

Non mette in dubbio la buona fede in merito alla pericolosità dell’operazione, anzi anche l’amministrazione sa che c’è il rischio, ma non si puo’ sottostare a questo: la strada è utile solo alla società ed  è inutile alla collettività. E’ vero come ha detto l’assessore Manni che si è cercato di percorrere altre strade ben consci che si possa instaurare un nuovo contenzioso. Sicuramente si  cercherà ancora di trovare un accordo, ma non si sottostà  ad un’ opera pubblica che non serve.  Un’ opera pubblica che costa 400-500 mila euro, se non è utile alla collettività, non ha senso. Si sta facendo l’interesse della collettività cosa che il commissario prefettizio non aveva raggiunto. Inoltre,  e di questo puo’ darne maggiore conferma il consigliere Roggeri Cristina sicuramente più esperta, una strada in variante al piano regolatore deve avere al suo interno un interesse pubblico, anche perchè altrimenti non passerebbe in Regione.

 

Bolla massimo (Gr. Centrosinistra): chiede che siano chiariti alcuni passaggi per  correttezza nei confronti di chi ascolta: l’assessore Manni ha detto che non si tratta di  un abuso, mentre il consigliere Roggeri ha parlato di abuso. Chiede quale sia la  definizione corretta: è un abuso o meno. Invita a smorzare il tono della polemica, anche perché non si sta ragionando sulle vicende giudiziarie, si sta discutendo su una pratica che ha adottato il commissario prefettizio; pur comprendendo l’accaloramento dell’Assessore Albeghi non vorrebbe tuttavia che da questo si comprendesse  che la controparte è il “cattivo” della situazione, oppure che venga “demonizzata” l'amministrazione. E’ vero che ci sono state difformità o abusi, ma è anche vero che ci sono stati degli atti tecnici che hanno consentito determinate operazioni, o  che comunque non le hanno impedite.

Chiede precisazioni, perché fare passare per “cattivo” l’uno o l’altro è controproducente e non porta a nessun giovamento alla discussione.

 

Manni Mario: risponde affermando che il consigliere Roggeri Cristina ha spiegato  cosa la legge preveda in caso di abuso; precisa che è vero che sono state presentate delle  delle DIA, ma  andavano in difformità rispetto al progetto originario licenziato. Ricorda anche che era già stata proposta una revoca da parte dell’ufficio tecnico, cosa non andata a buon fine perché non era stato effettuato  l’avvio di procedimento  e quindi l’atto era formalmente eccepibile; il TAR infatti aveva dato ragione alla controparte. Ma solo perchè non c'era stato l'avvio di procedimento

Di fatto comunque il progetto originario non prevedeva alcune cose. E' vero che prima il clima è stato un po’ acceso: non accetta però che gli si dica di essere stato offensivo  nei confronti della Società Leclerc, anche perchè il confronto è stato sempre diretto. Il progetto è difforme rispetto a quello che la Regione aveva imposto e cioè al fatto che dovessero esserci due unità separate. In allora la legge era quella; pertanto  concedere il riaccorpamento tra le due strutture costituisce un qualcosa di diverso. Da questo punto occorre ripartire e ridiscutere, anche se riconosce che  la quantificazione  non sia  facile da fare. Personalmente ha visto che  nelle controdeduzioni presentate da parte delle società, si citava un valore di 900.000,00 euro, quando invece precedentemente si citava  Euro 500.000,00. Quello che è chiaro è che l’amministrazione vorrebbe che al posto della strada, fosse realizzata una piscina dove tutti i cittadini potessero andare, grandi e piccoli, una piscina che si autofinanziasse e si autogestisse e non un posto  talmente piccolo da  non essere fruibile, se non da pochi.

 

Aschero Uberto (Gr. Centrodestra): prima ha sentito il Dr. Alberghi Massimo che affermava di avere pagato per quanto successo; tutti hanno pagato per quanto accaduto e si augura che la procura vada fino in fondo per capire quello che è successo veramente, ma la pratica in questione  è una pratica che ha creato grandi problemi. Il commissario straordinario l’aveva portata a termine; personalmente non andrebbe a riprenderla e preannuncia per questo il voto contrario.

 

Alberghi Massimo: ricollegandosi a quanto detto prima, ribadisce la gravità di quanto accaduto e crede non sia possibile che non ci sia resi conto di quanto accaduto, altrimenti sarebbe grave.

 

Aschero Uberto: forse era maggiormente al corrente di quanto è accaduto l’assessore Alberghi che partecipava con il Sindaco alle riunioni a Genova.

 

Alberghi Massimo: al di là della battuta che ritiene di pessimo gusto, non mette in dubbio la colpevolezza o meno, anzi auspica che non ci sia colpevolezza,  ma questo Ente ha subito un dramma che personalmente ha vissuto al fianco del Consigliere Aschero, Manni, Caselli, Albanese, Lupi Piera, Negroni, Roggeri, Orengoi;  spera  a grande voce che le persone coinvolte vengano dichiarate innocenti, ma nel momento in cui la cosa è accaduta  tutti ne hanno subito. La vicenda è stata vissuta veramente male.

 

Si allontana il consigliere Bolla Massimo: i presenti sono pertanto n. 19.

 

IL CONSIGLIO COMUNALE

 

Vista la deliberazione adottata dal Commissario Straordinario con i poteri del Consiglio Comunale in data 22 Maggio 2007, con il n. 151, con la quale si è espresso preventivo assenso ai fini dell’avvio del procedimento di conferenza di servizi, ai sensi dell’art. 59 della L.r. n. 36/97, per l’approvazione dell’istanza proposta dalla Società La Fornace S.r.l., in data 14 Marzo 2007, n. 7487 di prot., avente ad oggetto varianti al progetto edilizio relativo alla realizzazione di un nuovo complesso commerciale e turistico ricettivo in località ex Fornaci Bianchi, consistenti nel mantenimento in proprietà e gestione private della strada pedonale interna al fabbricato commerciale, così da realizzare un unico centro commerciale, formato da una GSV alimentare e non alimentare e da una galleria commerciale, nonché nella realizzazione di una strada pubblica di collegamento tra l’area ex Fornaci Bianchi e la via San Francesco, con la conseguente modifica della convenzione urbanistica stipulata in data 28 Dicembre 2002, nonché avente ad oggetto la richiesta di approvazione delle sottese necessarie varianti al vigente strumento urbanistico generale;

 

Dato atto che La Fornace S.r.l. ha invitato l’Amministrazione comunale in carica, in persona del Sindaco pro tempore e del Funzionario responsabile dello Sportello Unico per l’Edilizia, a procedere alla convocazione della conferenza di servizi ed ha altresì proposto ricorso per l’accertamento del silenzio inadempimento, in cui il Comune si è costituito contestando sia l’inerzia, sia l’inadempimento ad obbligo di provvedere;

 

Richiamata la deliberazione della Giunta Comunale in data 30 Novembre 2007, n. 184, e la successiva deliberazione integrativa 6 Dicembre 2007, n. 181, con la quale la Giunta ha sottoposto ad un preliminare esame la pratiche di che trattasi ed ha impartito al responsabile dello Sportello Unico per l’Edilizia motivato indirizzo di avviare procedimento per il riesame della sopra citata deliberazione commissariale;

 

Vista la comunicazione di avvio del procedimento ritualmente inviata dal Responsabile dello Sportello Unico per l’Edilizia in data 10/12/2007, prot.35451, alla parte privata, ai sensi degli artt. 7 e 8 della legge n. 241/90 e s.m.i.;

 

Vista la memoria formulata dagli Avv.ti Giovanni Gerbi e Francesco Massa per conto della Società La Fornace s.r.l., pervenuta in data 08.01.2007, prot. 678;

 

Considerato che, alla luce di una complessiva valutazione dei contenuti tecnici della proposta ricevuta e del quadro di riferimento, nonché dei programmi di opere pubbliche, in cui essa si inserisce, non si ravvisano i presupposti e requisiti per ritenere sussistente un interesse pubblico all’acquisizione della proposta nuova viabilità pubblica e, quindi, all’approvazione delle inerenti varianti urbanistiche e varianti edilizie, ravvisandosi piuttosto un interesse pubblico contrario alla realizzazione della viabilità proposta, per le seguenti ragioni:

 

(i) la funzione che l’istanza in esame vorrebbe assegnare alla nuova viabilità pubblica sarà assolta, in modo più efficiente e senza gli inconvenienti di cui sub (ii) e sub (iii), dal già previsto e realizzando prolungamento dell’Aurelia Bis;

 

(ii) inoltre, la nuova viabilità pubblica proposta dalla Società La Fornace S.r.l., come da elaborati allegati all’istanza 14 Marzo 2007, collegando l’area delle ex Fornaci Bianchi alla via S. Francesco, determinerebbe il grave inconveniente di aggravare sensibilmente l’attuale traffico veicolare che interessa la suddetta strada, già attualmente caratterizzata da traffico intenso, tanto che per sgravarla è stata prevista la variante della S.P. n. 548;

 

(iii) inoltre, la nuova viabilità determinerebbe una rilevante circolazione veicolare di scorrimento nell’area circostante il nuovo insediamento commerciale, che è naturalmente già soggetta ad un’intensa circolazione pedonale, costituita dai clienti che accedono al nuovo insediamento commerciale e turistico ricettivo, con conseguenti problemi di sicurezza per l’incolumità delle persone, senza che sia possibile separare i due diversi tipi di traffico;

 

Considerato che la memoria presentata dai consulenti legali della Società La Fornace S.r.l. in data 7 Gennaio 2008 assume sostanzialmente che:

 

(i) il Commissario Straordinario avrebbe riconosciuto l’utilità della viabilità proposta dalla parte privata;

 

(ii) l’accoglimento della proposta della parte privata consentirebbe di risolvere il contenzioso in corso fra le parti in ordine all’assetto edilizio della strada pedonale coperta, alla sua destinazione ed all’assetto del nuovo insediamento commerciale, evitando il suo protrarsi e l’assunzione delle spese legali e di rischi di responsabilità per danni;

 

(iii) la nuova viabilità non determinerebbe aggravio di traffico veicolare per la via S. Francesco, ma anzi alleggerirebbe del traffico di provenienza autostradale la parte iniziale di detta via;

 

(iv) la circolazione pedonale sarebbe presidiata con apposita segnaletica e con attraversamenti;

 

(v) le soluzioni viabilistiche indicate dal Comune sarebbero incerte nell’an e nel quando e, comunque, non potranno realizzarsi in tempi brevi;

 

Ritenuto di non poter condividere le valutazioni espresse dai consulenti legali della parte privata, per i seguenti motivi:

 

(vi) la Civica Amministrazione ha il potere di riconsiderare la scelta espressa dal Commissario Straordinario, trattandosi oltre tutto, nella fattispecie, di atto endoprocedimentale, che non ha determinato ancora alcun concreto effetto giuridico, anche alla luce di una diversa valutazione dell’interesse pubblico, ai sensi dell’art. 21-quinquies della legge n. 241/90 e s.m.i.;

 

(vii) la risoluzione del contenzioso promosso dalla parte privata per ottenere la realizzazione di un unico centro commerciale di circa 2 ettari, in luogo dell’originario progetto edilizio, approvato in variante al P.R.G. comunale, che prevedeva una GSV alimentare e non alimentare ed una galleria commerciale separate da una strada pedonale ad uso pubblico, costituisce evento certamente auspicabile, ma che non può costituire l’unica ragione per motivare in termini di interesse pubblico l’accoglimento dell’istanza. L’interesse pubblico impone anzitutto di esigere dalla parte privata il rispetto dei contenuti degli atti di pianificazione approvati e vigenti e delle soluzioni progettuali ad esse conformi, mentre la risoluzione del contenzioso deve costituire, se mai, l’effetto di nuovi assetti urbanistici ed edilizi condivisi dalla pubblica Amministrazione e non imposti dal ripetuto e defatigante ricorso ad azioni giurisdizionali;

 

(viii) le valutazioni dell’Amministrazione comunale in ordine agli assetti della viabilità pubblica rispondono a scelte discrezionali, che non sono sindacabili nel merito e che sono motivate;

 

(ix) l’indicazione circa predisposizione di segnaletica e di attraversamenti a presidio dell’incolumità dei pedoni conferma che non è possibile separare i due tipi di circolazione, mentre costituisce scelta discrezionale in materia urbanistica e di assetto della viabilità l’intenzione di evitare promiscuità fra un intenso traffico veicolare di provenienza autostradale ed una altrettanto intesa circolazione pedonale, formata dagli utenti delle strutture di vendita, la quale oltre tutto si svolge spesso con i carrelli per il trasporto dei generi acquistati alle autovetture;

 

(x) costituisce egualmente materia di scelte discrezionali non sindacabili nel merito la volontà dell’Amministrazione di attendere la realizzazione di opere pubbliche già individuate e programmate, piuttosto che consentire a proposte di parte privata non ritenute egualmente appaganti ed, anzi, foriere di inconvenienti non trascurabili;

 

Considerato che, per i suesposti motivi, la Civica Amministrazione non ritiene di condividere le deduzioni formulate dalla Società La Fornace s.r.l. e di dover, conseguentemente, confermare le motivazioni sopra esposte in ordine all’insussistenza del pubblico interesse alla prosecuzione del procedimento amministrativo per l’approvazione dei contenuti dell’istanza e, segnatamente, delle inerenti varianti alla strumentazione urbanistica generale, che attengono sia alla revisione dell’assetto edilizio del nuovo insediamento commerciale, nei modi sopra precisati, sia alla realizzazione di una nuova viabilità pubblica;

Ritenuto, pertanto, che, alla luce della rinnovata valutazione del pubblico interesse, sussistono i presupposti e requisiti per revocare la deliberazione del Commissario Straordinario n. 151 del 22/05/2007 sopra citata;

Acquisito il parere tecnico espresso dal Funzionario responsabile della competente struttura comunale;

 

Con la seguente votazione resa palesa per alzata di mano – esito accertato e proclamato dal Presidente:

Presenti e votanti:                                                                                                                       n. 19

Favorevoli alla proposta:                                                                                                             n. 14

Contrari alla proposta (Negroni M.;Aschero U.;Lupi C.; Raffa R.  Gr. Centrodestra;

Lupi Piera Gr. Indipendente.)                                                                                                     n. 5                                                                                 

DELIBERA

1) di revocare la deliberazione adottata dal Commissario Straordinario con i poteri del Consiglio Comunale n. 151 in data 22-05-2007, con la quale era stato espresso il preventivo assenso sul progetto edilizio di variante presentato dalla Società La Fornace S.r.l. in data 13-03-2007 e sull’inerente atto unilaterale d’obbligo, nonché sulle sottese varianti alla vigente strumentazione urbanistica generale e, quindi,  si è autorizzata la convocazione della conferenza di servizi, ai sensi dell’art. 59 della L.r. n. 36/97, per la loro approvazione;

 

2) di non esprimere assenso ed al contrario di esprimere avviso negativo sul progetto edilizio di variante presentato dalla società La Fornace S.r.l. in data 13-03-2007 e sull’inerente atto unilaterale d’obbligo, nonché e specialmente sulle sottese varianti alla vigente strumentazione urbanistica generale e, quindi, di non assentire la convocazione della conferenza di servizi, ai sensi della disposizione normativa citata sub 1);

 

3) di autorizzare il Responsabile dello Sportello Unico per l’Edilizia a procedere agli adempimenti necessari e conseguenti alla presente deliberazione.

 

Rientra il Consigliere Bolla M.: i presenti sono pertanto n. 20.


Letto, confermato e sottoscritto.

 

Il Presidente

F.to : GENDUSO Dr. VINCENZO

 

___________________________________

Il Segretario Comunale

F.to : GAMBINO Dr. FRANCO

 

___________________________________

 

 

 

 

 

CERTIFICATO DI PUBBLICAZIONE

 

 

La presente deliberazione è stata pubblicata all’Albo Pretorio del Comune per 15 giorni consecutivi, dal __________________ al __________________.

Il Segretario Comunale

GAMBINO Dr. FRANCO

 

 

 

 

E' copia conforme all'originale, in carta semplice, per uso amministrativo.

 

Taggia, lì____________________________

Il Segretario Comunale

GAMBINO Dr. FRANCO

 

 

 

 

 

 

DICHIARAZIONE DI ESECUTIVITA’

 

 

DIVENUTA ESECUTIVA IN DATA ______________________

 

 

q  In quanto dichiarata immediatamente eseguibile (art.134 comma 4 del D.L. 18-08-2000 N.267 – T.U.E.L.)

 

q  Per il decorso di giorni 10 dalla data di affissione all’Albo Pretorio del Comune (art.134 comma 3 del D.L. 18-08-2000 N.267 – T.U.E.L.)

 

 

 

Il Segretario Comunale

GAMBINO Dr. FRANCO