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COMUNE
di TAGGIA
Provincia di
Imperia
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Lì 31/01/2008
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N.
11
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OGGETTO:
L’anno duemilaotto
addì trentuno
del mese di gennaio
alle ore ventuno
e minuti zero
nella sala delle adunanza consiliari, convocato dal Sindaco con avvisi scritti
recapitati a norma di legge, si è riunito, in sessione Ordinaria
ed in seduta chiusa al pubblico
di Prima
convocazione, il Consiglio Comunale, nelle persone dei Signori:
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Cognome e
Nome |
Presente |
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21. BOLLA MASSIMO - Consigliere |
Sì |
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Totale Presenti: |
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Totale Assenti: |
Assume la presidenza il SINDACO GENDUSO Dr. VINCENZO.
Assiste alla seduta il SEGRETARIO COMUNALE GAMBINO Dr. FRANCO.
Il Presidente, riconosciuta legale l’adunanza, dichiara
aperta la seduta.
Il Presidente introduce l'undicesimo punto all'o.d.g.
Relativo a “Delibera di C.p. n. 151 del 22.05.2007 – revoca”. Precisa che
questa sera è stata data ai capigruppo la copia della delibera emendata che
differisce - almeno nelle premesse - rispetto alla bozza di delibera
originaria, e cede la parola all'assessore all'urbanistica Dr. Manni Mario, che
spiegherà anche il perchè la copia definitiva della bozza di delibera sia stata
consegnata solo ora.
Dr. Mario Manni (Assessore all'urbanistica): spiega che è stato chiesto un
parere legale a conforto della delibera
da adottare, parere che è giunto solo
nel tardo pomeriggio, ed è per questo che solo stasera si puo' consegnare ai
capigruppo l'ultima versione della bozza di delibera, che comunque non modifica o stravolge quanto indicato nella
versione originaria, più che altro ci sono alcune precisazioni e
puntualizzazioni.
Fa una breve cronologia
della situazione: il 22.05.2007 il commissario straordinario ha adottato
con i poteri del consiglio la delibera n. 151 avente ad oggetto “Espressione di
assenso ai sensi dell'art. 59 della L.R. 36/97 relativa alla variante
fabbricato, nonché realizzazione di una strada pubblica da cedere al comune in
variante urbanistica e modifica della destinazione d'uso del sedime individuato
come strada privata di uso pubblico nel
progetto originario che si intende trasformare in strada privata con
funzione galleria commerciale.”
Si sta parlando della strada pubblica che separa le due
unità di vendita del complesso La Riviera Shopville; sono due ambiti diversi che erano stati
approvati come variante al Piano
regolatore del 2002, programmi diversi che fanno parte di un complesso di n. 4
ambiti: la struttura alimentare e non (il Conad), la galleria commerciale,
l'albergo e l'ingrosso. Ora veniva proposto dal commissario un assenso a fare
realizzare alla società una strada che avrebbe di fatto unito Via Morene a Via
San Francesco dando in cambio questa
strada pubblica che separa i due ambiti, per trasformarla in una
galleria commerciale. Nelle motivazioni si dice che questo creerebbe un
raccordo tra il centro storico di Taggia, evitando di convogliare il maggior traffico sulla Via Aurelia e il
centro abitato di Arma. Spiega che l'amministrazione non crede che questa strada sia di interesse alla collettività e
alla viabilità, anzi pensa che andrebbe ancora di più ad incidere su Via San
Francesco con un traffico veicolare che è già molto presente. Per questo motivo
la giunta comunale delibera il 6.12.2007 un atto di indirizzo per avviare il
procedimento di revoca della deliberazione
del commissario straordinario: si ritiene che la strada proposta non sia
di interesse pubblico, ma anche perchè si ritiene che sia una priorità cercare
di sgravare via San Francesco e perchè chi scende dall'autostrada per venire al
centro può farlo passando dalla Strada SS 548 e la realizzanda bretella
dell'Aurelia bis. La società presenta
delle memorie dicendo che non si sa quando queste due strade saranno
realizzate, forse non avendo ben presente il territorio perchè una di fatto è
realizzata e l'altra è in via di realizzazione. Ma in modo particolare vuole
rifarsi a quanto accaduto nel 2002
quando si era adottata una variante al
PRG per la realizzazione di un polo
integrato. Ricorda che in consiglio allora venne presentato il progetto
e in allegato vennero rappresentati anche gli
scomputi; a scomputo di questo non si è mai pensato di fare realizzare
una bretella che collegasse di fatto lo svincolo a via San Francesco. Erano
state chieste altre opere a scomputo quali la riesumazione del Rio Beglini, il parcheggio a silos per i parcheggi pubblici, zone
verdi, ma mai si penso', sia maggioranza
che minoranza, di fare realizzare a scomputo una strada di collegamento. Per
questo l'amministrazione crede che le motivazioni del commissario straordinario non abbiano
validità e di qui la necessaria revoca.
Nella lettera di controdeduzioni si legge che è auspicabile arrivare ad una
soluzione del contenzioso, cosa che tutti auspicano, ma non adottando una
variante che preveda quel tipo di viabilità perchè non si ritiene di interesse pubblico la
strada proposta dal commissario straordinario.
Negroni Maurizio (Capogruppo Centrodestra): precisa che questa pratica è molto
complessa ed è ormai da anni che è
iniziata, con le diverse vicissitudini che tutti conoscono. Personalmente crede
che il gruppo di maggioranza stia
sbagliando a revocare la delibera, anche perchè questo discorso va affrontato
in modo pragmatico. La complessità e particolarità della vicenda e situazione,
fa si' che tutte le decisioni che si vanno ad intraprendere possano essere
segnate da alcuni errori. Non c'è una soluzione unica e sicuramente positiva.
Per questo il suo discorso è
pragmatico e poco tecnico: obiettivamente si passa da una situazione
molto difficile, che comunque il commissario prefettizio – che reputa comunque persona di esperienza che quindi
prima di agire avrà sicuramente valutato tutte le possibili soluzioni – ha
cercato di risolvere, al rischio di nuove cause legali. A suo parere occorre
ragionare sul fatto che si poteva avere una strada il cui valore si aggira
circa intorno ai 500-600 mila euro sul fatto
che comunque potevano essere svolte delle trattative in tale senso: non
crede che la società interessata non abbia valutato questo. Per questo ci
doveva essere almeno uno sforzo maggiore
e la trattativa doveva essere più serrata e prolungata. Ricorda di avere
sentito parlare della proposta
dell’amministrazione di chiedere in cambio la realizzazione di una piscina
o di altre strutture di tipo pubblico e altro.
Con la decisione di questa sera l'ente rischia di passare da
una situazione - efficace e meno che sia,
ma comunque in parte risolta, ad una situazione di nuovi processi, cause
legali, ricorsi al TAR, controdeduzioni da parte di studi legali
particolarmente grandi e affermati.
Quanto sopra affermato non deve essere inteso come timore
nei confronti della società, ma è solo una riflessione sul fatto che la strada
della trattativa debba comunque essere ripresa; la decisione che si propone al
consiglio comunale stasera è comunque
rischiosa e anche se condivisibile sotto
alcuni punti di vista, deve fare pensare alla possibile perdita da parte
dell'ente della causa con conseguente danno enorme.
Al di là delle valutazioni di carattere generale esposte
questa sera, crede che forse l'adozione della delibera da parte del commissario
prefettizio apriva la possibilità di vedere
risolto un problema, di ottenere un' opera pubblica e forse la possibilità
di chiedere un qualcosa in più; invece
ora si prospetta un nuovo contenzioso, cause legali, e un'opera pubblica
mancata. Personalmente non sa se il
collegamento della bretella che passerà sotto via san Francesco risolverà la
situazione, anche perchè interessa pochi passanti.
Crede che tutte le sistemazioni e viabilita' che si possono
realizzare siano da prendere in considerazione, magari anche l'idea di una
rotonda in fondo a Via Roggeri, come si programmava di fare e la
disponibilità di riavere un flusso che -
anche se in delibera viene visto in modo negativo - forse rivitalizzava un
quartiere.
Partiamo comunque da una iniziativa e una soluzione
prospettata tra l'altro dal commissario, che forse poteva risolvere il
problema, ad una situazione nuova che puo’ comportare nuove liti. Da cittadino
si augura che l'amministrazione abbia ragione nella sua scelta, ma come
cittadino vorrebbe ottenere anche la soluzione del problema.
Si augura che l’amministrazione riprenda comunque un dialogo
al fine di ottenere da questo progetto privato
una contropartita importante per il comune. Anche perchè crede che la
società abbia a tutt’oggi l'idea di unire le due realtà. Personalmente non
crede che sia un limite il fatto
che ci sia una stradina di
passaggio pubblico che nessuno utilizza (e sfida veramente chiunque a dire che
questa stradina è di utilizzo pubblico)
anche perché comunque è una strada
piccola e stretta.
Dr. Manni Mario: precisa di quale stradina si sta
parlando.
Arch. Roggeri Cristina (Consigliere delegato al centro
storico): spiega
che comunque la società ha realizzato un progetto che è difforme rispetto a
quello presentato inizialmente effettuando un abuso; ora per mettersi a posto
chiede di poter monetizzare con un’opera pubblica che l'amministrazione però
non ritiene soddisfi le proprie esigenze; il procedimento dovrà essere
gradatamente condotto. L'amministrazione non è interessata per forza alla
strada pubblica. Purtroppo non è un fatto personale verso la società, ma di
fatto c'è stato un abuso.
Manni Mario: conferma il fatto che si sia stata una trattativa e cita la
proposta della realizzazione di una piscina. Ricorda che anche in campagna
elettorale si è per molto parlato dell’area delle Ex Caserme Revelli, e della
possibile realizzazione al suo interno di un polo sportivo, di una piscina. Ma
quanto proposto dalla società non è sembrata una soluzione ottimale perchè non
si proponeva solo una piscina, ma una piscina con intorno circa 4 piani di
palazzi.
A suo parere è fondamentale quanto si legge in un passo
della delibera, che sancisce un principio importante riportando: “l'interesse
pubblico impone anzitutto di esigere
dalla parte privata il rispetto degli atti di pianificazione approvati e
vigenti e delle soluzioni progettuali ad essi conformi, mentre la
risoluzione del contenzioso deve
costituire caso mai nuovi assetti urbanistici edilizi condivisi dalla pubblica
amministrazione e non imposte da defatiganti azioni giurisdizionali.
Già qui è sancito un principio importante e cioè il rispetto
della regola. Quello che è stato licenziato deve essere fatto. Questo è un atto
di profonda giustizia nei confronti di tutti. Cioè l'ufficio comunale non puo’
contestare l’abuso ad un “piccolo” cittadino e tirarsi indietro di fronte a
questi “colossi” societari. Questo sarebbe comunque affermare in modo esplicito
che solo perché si hanno di fronte grandi realtà, ci si tira indietro. Il
rispetto della regola deve essere preteso
da tutti, dai piccoli ma soprattutto, da chi ha grandi capacità. La pubblica
amministrazione deve essere garante di questo.
Occorre ricordare anche che
il problema è della società; è la società che non ha effettuato il
progetto in modo conforme a quanto prescritto e allora per questo si è entrati
in una fase di trattativa che aveva previsto la realizzazione di una piscina
fruibile un’opera pubblica importante per tutti e non una strada. Per le
motivazioni sopra evidenziate tuttavia le proposte avute non sono state
ritenute congrue e la trattativa si è interrotta, ma la situazione comunque non poteva essere
lasciata a mezz'aria. Per questo è stato deliberato un atto di indirizzo per un
avvio di procedimento.
Bolla Massimo (Consigliere Gr. Centrosinistra): spiega che il suo intervento è volto
a riportare le dichiarazioni della forza politica che rappresenta, perché,
considerato che in qualche maniera la società che gestisce l’ipermercato in
questione è uno dei più importanti clienti dell'azienda di cui è
amministratore, preannuncia per motivi di correttezza che prima della votazione
uscirà dall’aula.
Innanzitutto rileva, rispetto a quanto detto dall’assessore Manni due vizi di fondo: uno è che se si fa la battaglia sul principio, allora
non si apre la trattativa; cioè se il principio che devo rispettare è una regola allora non si va
a trattare; se invece si apre la trattativa, sarebbe stato opportuno sapere
quali erano gli scopi, cioè gli obiettivi dell’amministrazione (e non intende
entrare nel merito sul fatto che la strada sia
utile o meno, perchè è vero che l'ente deve valutare la pubblica
utilità, ma se si apre la trattativa
deve essere chiaro a cosa si vuole arrivare). Personalmente non è ancora chiaro
cosa la società offriva in cambio, ha sentito parlare di piscina, ma nulla di
preciso. Quando si prende con coraggio l’onere e il rischio di trascinare il Comune
in una battaglia lunga e piena di problemi, si deve sapere anche quale è il punto finale al quale
si vuole arrivare. E' questo il vizio di fondo della impostazione di tutta vicenda, non crede che ci siano prese di
posizione mirate contro questa o quella azienda, anche se poi ovviamente si
segnalano delle ripercussioni. I vizi di fondo a suo parere sono questi.
Se si parla di principio allora deve pensare che il tutto si
basa sul ripristino del progetto iniziale,
ma allora non c'è trattativa. Se si parla di trattativa allora come cittadino che rischia di vedere il suo Comune
coinvolto in una lunga battaglia giuridica e come amministratore di minoranza avrebbe
voluto sapere prima quale era la rotta e l'obiettivo della maggioranza.
Manni Mario: risponde al consigliere Bolla dicendo che il principio lo
si va ad affrontare. Va da sé che poi questa iniziativa intrapresa debba essere
finalizzata. Il suo pensiero è stato il principio, cioè la parte privata doveva
rispettare i contenuti del progetto presentato. Se ci si astrae dal contesto
infatti si puo’ vedere il non rispetto
dei contenuti degli atti nella sostanza. Questo significa che viene offesa la
comunità: e' questo il punto di partenza: se non rispetti la regola offendi la
comunità. Allora occorre dare qualcosa in cambio per rimediare, ed è in questo
momento che si parla di trattativa, cioè si sancisce che il principio è stato violato e pertanto si pone rimedio. Nella sostanza si
va a ridare qualcosa alla comunità. Per questo si è pensato alla piscina,
fruibile da tutta la collettività, ma nel momento in cui la controparte non
propone solo la piscina ma un qualcosa di altro, allora l’amministrazione
ritiene di avere la possibilità di non accettarlo. Sinceramente non se la sente
di portare una variante al piano regolatore che preveda una piscina con sopra un albergo di 4 piani. Fare la piscina
nella zona delle ex Caserme, sembrava una proposta seria. Chiarisce che non ci
sono stati scontri verbali anche perchè i giornali spesso riportano le cose in modo distorto. Ad esempio si è
parlato del fatto che è stato chiesto alla società se l’albergo sarà aperto: ma
questo era già stato stabilito in un atto unilaterale d'obbligo, non è stato
chiesto un qualcosa di nuovo. E’ ovvio che l’amministrazione nel rispetto
dell'autonomia delle scelte intraprende cosa crede.
Si parla di difformità non di abuso.
Negroni Maurizio (Capogruppo Centrodestra): chiede un chiarimento sulla
replica dell'assessore Manni, al fine di evitare equivoci: non mette in dubbio
il fatto che le regole debbano essere rispettate, questo è scontato. La
comunità è stata offesa, c’è stata una difformità: il suo discorso non era nel
senso che siccome si ha a che fare con una grande società tutto è concesso, era
solo un invito a riflettere sulle conseguenze delle scelte della
amministrazione. Quando si agisce per sé ognuno puo’ fare come crede, ma quando
si agisce come amministratori pubblici occorre valutare tutti i pro e contro
perchè le valutazioni ricadono su tutti i cittadini che si rappresentano.
Questo ci teneva a precisarlo, salvo il fatto che ovviamente l’amministrazione
è libera di decidere come crede. A suo parere si sta girando intorno al
problema perchè o si ha chiaro l’oggetto della trattativa o altrimenti non si
arriva da nessuna parte. Auspica che a breve si riprenda la discussione e la
trattativa, avendo chiari gli obiettivi da raggiungere. Quando accennava al
fatto di valutare i pro e i contro,
metteva anche in preventivo la possibilità che qualche organismo
legale dia torto all’ente, senza magari
avere ottenuto nulla e allora il “fiasco” sarebbe completo. Se la sentenza del
TAR che si sta aspettando da giorni darà torto all’ente ci saranno ulteriori
problemi. Ritiene che scelte di questo tipo che possono causare danni anche
gravi ad un bilancio e quindi a una comunità, debbano essere assunte dopo
averci pensato bene. Auspica di avere
chiarito il discorso relativo all’importanza del rispetto delle regole, e spera si comprenda e
non si distorga il senso del suo intervento.
Dr. Manni Mario (Assessore all’urbanistica): precisa che il ricorso al TAR
proposto dalla società riguarda il silenzio dell'amministrazione; non si
ricorre sulla sostanza della delibera. Non ci sono ricorsi al TAR sull’avvio
del procedimento.
Ribadisce che al gruppo di maggioranza non “interessa” la
strada, perchè non se ne ravvisa una
pubblica utilità.
Lupi Piera (Gr. Indipendente): parte dal presupposto che la
pratica sia molto delicata, e complessa e a suo parere andrebbe rivista sotto
molti aspetti. Crede che il commissario straordinario non sia stato uno
sprovveduto, anzi probabilmente ha voluto fare cosa gradita a qualsiasi
amministrazione successiva, perché è andato a sanare un contenzioso che si protraeva da tempo e
una situazione non semplice. Le spiace che si continui a parlare di questo
tratto di strada affermando che arriva
solo fino a via San Francesco, perché è giusto ricordare che il commissario
aveva ragionato su un tratto più lungo cioè sul prolungamento fin dopo la rotonda (per
intenderci dalla Valverde fino alla superstrada) il progetto infatti era più
ampio, era un piano particolareggiato.
Non discute il fatto che la maggioranza abbia detto e
ritenuto che la strada proposta non interessi, perché questo è un pieno diritto
che ha l’amministrazione, ma personalmente ha stima del commissario prefettizio
e a suo giudizio personale il ragionamento fatto era corretto. Quello che non
riesce a capire è “dove si vuole parare”, cioè cosa chiede l’amministrazione in
cambio. Il commissario prefettizio prima di agire si sarà sicuramente informato. Quanto vale la
strada?All’epoca del commissario si era parlato di 700.000 euro, allora perché non monetizzare.
Qual è l’idea dell’amministrazione?Ricorda che in sede di
commissione consiliare l’arch. Roggeri ha parlato di una cifra pari a
4.000.000,00 di Euro, chiede pertanto chiarimenti in merito.
Arch. Roggeri Cristina: interviene precisando che la cifra detta deriva dal
fatto che secondo la normativa vigente gli abusi edilizi – qualora non sia
possibile ripristinare lo stato dei fatti dei luoghi – vengano quantificati nel
doppio del valore venale del guadagno conseguito.
Lupi Piera: crede che ci sia una sproporzione notevole tra la richiesta
del commissario prefettizio - persona comunque
al di sopra delle parti e organo non politico che ha quindi i requisiti
per fare una trattativa serena - e la richiesta espressa da parte
dell’amministrazione. E’ vero che la società ha effettuato una difformità
rispetto al progetto originale, ma
occorre anche valutare come questa difformità è nata: è stata presentata una
DIA. I progettisti hanno presentato una DIA e questa è stata concessa; dopo è successo il “pandemonio” che tutti
conoscono e le relative conseguenze (problematiche con il geometra responsabile
dell'ufficio tecnico, polemiche, raccolte di firme...ecc.). Crede che proprio
per il fatto che la situazione è veramente intricata, il commissario
prefettizio abbia ritenuto di fare una cosa saggia sanando la situazione. Ora crede che si debba
riniziare una situazione dalla quale si rischia di non uscirne più. Ritiene che
l’amministrazione correttamente abbia iniziato un dialogo con la società, anche
perché se non interessa la strada, ci
deve essere la chiara indicazione di cosa si chiede. E’ vero che la società ha
dei legali, ma occorre ricordare che anche l’ente paga i propri legali, e
queste sono comunque spese che gravano sulla collettività.
Se si riesce ad instaurare un dialogo è meglio, evitando dichiarazioni sui giornali che
possano offendere e compromettere.
Dr. Manni Mario(Assessore Urbanistica): interviene per precisare che pare quasi
assurdo sentire parlare di “offesa” nei confronti della società Leclerc, quando
nella delibera di consiglio comunale votata alla unanimità c’era chiaramente
indicato che gli ambiti erano quattro: tra questi si prevedeva anche l’apertura
di un albergo. Anche il consigliere Lupi Piera ha votato la pratica. Non crede
di avere offeso nessuno a chiedere se apriranno l’albergo, dopo che la società
ha affermato che l’albergo non è considerato un business. I termini scadono a
luglio del 2008. Ma sempre nella stessa delibera si parlava di piano occupazionale: è stato
attuato? Non crede che ci si debba meravigliare di quanto c’è scritto sui
giornali, perché il contenuto della pratica che è stata votata in sede di
consiglio comunale, dovrebbe essere conosciuto e chiaro soprattutto ai
consiglieri che sono presenti in questo consiglio comunale e che all’epoca
avevano votato.
Lupi Piera: conferma di sapere esattamente cosa ha votato e ricorda
anche che la pratica era stata votata all’unanimità. Chiede soltanto
all’amministrazione di addivenire ad una trattativa che non sia eccessivamente
difforme da quanto proposto dal commissario straordinario, che non sia una
“follia”, perché chiedere 4.000.000 di Euro è una pazzia, di evitare
l’instaurazione di altre cause legali che qualora perse, metterebbero veramente
il comune di Taggia in ginocchio. A suo parere la cifra che si puo’ chiedere alla
Società come contropartita non dovrebbe essere
totalmente sproporzionata rispetto a quella che ha chiesto il
commissario straordinario. Non sta chiedendo all'amministrazione di non portare
a casa il più possibile e di non seguire la propria autonomia delle scelte.
Manni Mario: precisa che il commissario prefettizio ha chiesto un’opera
pubblica e non delle cifre. L’amministrazione sta dicendo di non essere interessata alla strada, ma ad
un’altra opera pubblica. Invita la minoranza – qualora abbia chiara
l’individuazione di una opera pubblica - a indicarla, perché i discorsi fino ad
ora sentiti paiono molto farraginosi.
Lupi Piera: non ritiene assolutamente farraginoso quanto affermato
prima: l’unico modo per quantificare il valore chiesto dal commissario
straordinario è cercare di monetizzare l’opera, che è l’unico parametro che si
ha. La cosa più logica era infatti che il Comune di Taggia se non è favorevole
alla realizzazione della strada, chieda alla società Leclerc il corrispondente
del valore della stessa. L’amministrazione sta dicendo che non vuole la strada
proposta, ma non dice cosa chiede in cambio, non dice dove intende portare
l’intera cittadinanza. Non vuole che vengano sciupati stupidamente soldi della
collettività in cause lunghissime che se si perderanno causeranno gravi
problemi all’ente.
Preannuncia il voto contrario alla pratica e ribadisce che
la cosa più sensata è quella di monetizzare l’opera proposta dal commissario.
Alberghi Massimo: si dichiara esterrefatto
di quanto ha sentito e proverà
ora ad esprimere il proprio sentimento in merito. Non dubita assolutamente
della buona fede delle istanze fatte da parte dei gruppi di minoranza sulla
preoccupazione legata al fatto di sapere o meno dove le scelte
dell’amministrazione porteranno la cittadinanza, ma sono sbagliate le
argomentazioni. Sottolinea come la società abbia effettuato interventi
completamente difformi dal progetto originario presentato. Ricorda che due anni
fa insieme all’ex assessore Albanese che questa sera è assente, ha ricevuto in Comune
la procura che ha rilevato il fatto che,
con una serie di DIA, il progetto era
stato completamente stravolto; le successive conseguenze non sono state
un “pandemonio” c’è stata l’apertura di
un processo, un fatto di gravità terrificante per un Comune come Taggia.
Non si può dimenticare cosa è accaduto;
personalmente ha pagato per quanto accaduto e per le conseguenti
affermazioni che ci sono state.
Per tale motivazione non crede che gli stessi soggetti
attuatori coinvolti, possano
presentarsi in comune il 22 di maggio 2007 durante la gestione
commissariale - a ben cinque giorni
dalla data delle elezioni – e firmare con il commissario prefettizio un
accordo che prevede la realizzazione di una strada che, al di là di quanto si dice,
serve esclusivamente alla società Leclerc e della quale la collettività non se
ne fa nulla. Solo per questo il gruppo
di maggioranza attuale dovrebbe essere
impaurito e sottostare a quanto deciso?Non crede che questo atteggiamento sia
corretto; è convinto di questo altrimenti
non si sarebbe ripresentato, cosi’ come le altre 14 persone componenti
il suo gruppo, alle elezioni politiche
del 2007.
Non mette in dubbio la buona fede in merito alla
pericolosità dell’operazione, anzi anche l’amministrazione sa che c’è il
rischio, ma non si puo’ sottostare a questo: la strada è utile solo alla
società ed è inutile alla collettività.
E’ vero come ha detto l’assessore Manni che si è cercato di percorrere altre
strade ben consci che si possa instaurare un nuovo contenzioso. Sicuramente
si cercherà ancora di trovare un
accordo, ma non si sottostà ad un’ opera
pubblica che non serve. Un’ opera pubblica
che costa 400-500 mila euro, se non è utile alla collettività, non ha senso. Si
sta facendo l’interesse della collettività cosa che il commissario prefettizio
non aveva raggiunto. Inoltre, e di
questo puo’ darne maggiore conferma il consigliere Roggeri Cristina sicuramente
più esperta, una strada in variante al piano regolatore deve avere al suo
interno un interesse pubblico, anche perchè altrimenti non passerebbe in
Regione.
Bolla massimo (Gr. Centrosinistra): chiede che siano chiariti alcuni
passaggi per correttezza nei confronti
di chi ascolta: l’assessore Manni ha detto che non si tratta di un abuso, mentre il consigliere Roggeri ha
parlato di abuso. Chiede quale sia la
definizione corretta: è un abuso o meno. Invita a smorzare il tono della
polemica, anche perché non si sta ragionando sulle vicende giudiziarie, si sta
discutendo su una pratica che ha adottato il commissario prefettizio; pur
comprendendo l’accaloramento dell’Assessore Albeghi non vorrebbe tuttavia che
da questo si comprendesse che la
controparte è il “cattivo” della situazione, oppure che venga “demonizzata”
l'amministrazione. E’ vero che ci sono state difformità o abusi, ma è anche
vero che ci sono stati degli atti tecnici che hanno consentito determinate
operazioni, o che comunque non le hanno
impedite.
Chiede precisazioni, perché fare passare per “cattivo” l’uno
o l’altro è controproducente e non porta a nessun giovamento alla discussione.
Manni Mario: risponde affermando che il consigliere Roggeri Cristina ha
spiegato cosa la legge preveda in caso
di abuso; precisa che è vero che sono state presentate delle delle DIA, ma
andavano in difformità rispetto al progetto originario licenziato.
Ricorda anche che era già stata proposta una revoca da parte dell’ufficio
tecnico, cosa non andata a buon fine perché non era stato effettuato l’avvio di procedimento e quindi l’atto era formalmente eccepibile;
il TAR infatti aveva dato ragione alla controparte. Ma solo perchè non c'era
stato l'avvio di procedimento
Di fatto comunque il progetto originario non prevedeva
alcune cose. E' vero che prima il clima è stato un po’ acceso: non accetta però
che gli si dica di essere stato offensivo
nei confronti della Società Leclerc, anche perchè il confronto è stato
sempre diretto. Il progetto è difforme rispetto a quello che la Regione aveva
imposto e cioè al fatto che dovessero esserci due unità separate. In allora la
legge era quella; pertanto concedere il
riaccorpamento tra le due strutture costituisce un qualcosa di diverso. Da
questo punto occorre ripartire e ridiscutere, anche se riconosce che la quantificazione non sia
facile da fare. Personalmente ha visto che nelle controdeduzioni presentate da parte
delle società, si citava un valore di 900.000,00 euro, quando invece
precedentemente si citava Euro
500.000,00. Quello che è chiaro è che l’amministrazione vorrebbe che al posto
della strada, fosse realizzata una piscina dove tutti i cittadini potessero
andare, grandi e piccoli, una piscina che si autofinanziasse e si autogestisse
e non un posto talmente piccolo da non essere fruibile, se non da pochi.
Aschero Uberto (Gr. Centrodestra): prima ha sentito il Dr. Alberghi
Massimo che affermava di avere pagato per quanto successo; tutti hanno pagato
per quanto accaduto e si augura che la procura vada fino in fondo per capire
quello che è successo veramente, ma la pratica in questione è una pratica che ha creato grandi problemi.
Il commissario straordinario l’aveva portata a termine; personalmente non
andrebbe a riprenderla e preannuncia per questo il voto contrario.
Alberghi Massimo: ricollegandosi a quanto detto prima, ribadisce la gravità
di quanto accaduto e crede non sia possibile che non ci sia resi conto di
quanto accaduto, altrimenti sarebbe grave.
Aschero Uberto: forse era maggiormente al corrente di quanto è accaduto
l’assessore Alberghi che partecipava con il Sindaco alle riunioni a Genova.
Alberghi Massimo: al di là della battuta che ritiene di pessimo gusto, non
mette in dubbio la colpevolezza o meno, anzi auspica che non ci sia
colpevolezza, ma questo Ente ha subito
un dramma che personalmente ha vissuto al fianco del Consigliere Aschero,
Manni, Caselli, Albanese, Lupi Piera, Negroni, Roggeri, Orengoi; spera
a grande voce che le persone coinvolte vengano dichiarate innocenti, ma
nel momento in cui la cosa è accaduta
tutti ne hanno subito. La vicenda è stata vissuta veramente male.
Si allontana il consigliere Bolla Massimo: i presenti sono
pertanto n. 19.
IL CONSIGLIO COMUNALE
Vista la deliberazione adottata dal Commissario Straordinario con i poteri
del Consiglio Comunale in data 22 Maggio 2007, con il n. 151, con la quale si è
espresso preventivo assenso ai fini dell’avvio del procedimento di conferenza
di servizi, ai sensi dell’art. 59 della L.r. n. 36/97, per l’approvazione
dell’istanza proposta dalla Società La Fornace S.r.l., in data 14 Marzo 2007,
n. 7487 di prot., avente ad oggetto varianti al progetto edilizio relativo alla
realizzazione di un nuovo complesso commerciale e turistico ricettivo in
località ex Fornaci Bianchi, consistenti nel mantenimento in proprietà e
gestione private della strada pedonale interna al fabbricato commerciale, così
da realizzare un unico centro commerciale, formato da una GSV alimentare e non
alimentare e da una galleria commerciale, nonché nella realizzazione di una
strada pubblica di collegamento tra l’area ex Fornaci Bianchi e la via San Francesco,
con la conseguente modifica della convenzione urbanistica stipulata in data 28
Dicembre 2002, nonché avente ad oggetto la richiesta di approvazione delle
sottese necessarie varianti al vigente strumento urbanistico generale;
Dato atto che La Fornace S.r.l. ha invitato l’Amministrazione
comunale in carica, in persona del Sindaco pro tempore e del Funzionario
responsabile dello Sportello Unico per l’Edilizia, a procedere alla
convocazione della conferenza di servizi ed ha altresì proposto ricorso per
l’accertamento del silenzio inadempimento, in cui il Comune si è costituito
contestando sia l’inerzia, sia l’inadempimento ad obbligo di provvedere;
Richiamata la deliberazione della Giunta Comunale in data 30 Novembre
2007, n. 184, e la successiva deliberazione integrativa 6 Dicembre 2007, n.
181, con la quale la Giunta ha sottoposto ad un preliminare esame la pratiche
di che trattasi ed ha impartito al responsabile dello Sportello Unico per
l’Edilizia motivato indirizzo di avviare procedimento per il riesame della
sopra citata deliberazione commissariale;
Vista la comunicazione di avvio del procedimento ritualmente inviata dal
Responsabile dello Sportello Unico per l’Edilizia in data 10/12/2007,
prot.35451, alla parte privata, ai sensi degli artt. 7 e 8 della legge n.
241/90 e s.m.i.;
Vista la memoria formulata dagli Avv.ti Giovanni Gerbi e Francesco Massa per
conto della Società La Fornace s.r.l., pervenuta in data 08.01.2007, prot. 678;
Considerato che, alla luce di una complessiva valutazione dei contenuti
tecnici della proposta ricevuta e del quadro di riferimento, nonché dei
programmi di opere pubbliche, in cui essa si inserisce, non si ravvisano i
presupposti e requisiti per ritenere sussistente un interesse pubblico
all’acquisizione della proposta nuova viabilità pubblica e, quindi,
all’approvazione delle inerenti varianti urbanistiche e varianti edilizie,
ravvisandosi piuttosto un interesse pubblico contrario alla realizzazione della
viabilità proposta, per le seguenti ragioni:
(i) la funzione che l’istanza in esame vorrebbe assegnare alla nuova
viabilità pubblica sarà assolta, in modo più efficiente e senza gli
inconvenienti di cui sub (ii) e sub (iii), dal già previsto e realizzando
prolungamento dell’Aurelia Bis;
(ii) inoltre, la nuova viabilità pubblica proposta dalla Società La Fornace
S.r.l., come da elaborati allegati all’istanza 14 Marzo 2007, collegando l’area
delle ex Fornaci Bianchi alla via S. Francesco, determinerebbe il grave
inconveniente di aggravare sensibilmente l’attuale traffico veicolare che
interessa la suddetta strada, già attualmente caratterizzata da traffico
intenso, tanto che per sgravarla è stata prevista la variante della S.P. n.
548;
(iii) inoltre, la nuova viabilità determinerebbe una rilevante circolazione
veicolare di scorrimento nell’area circostante il nuovo insediamento
commerciale, che è naturalmente già soggetta ad un’intensa circolazione
pedonale, costituita dai clienti che accedono al nuovo insediamento commerciale
e turistico ricettivo, con conseguenti problemi di sicurezza per l’incolumità
delle persone, senza che sia possibile separare i due diversi tipi di traffico;
Considerato che la memoria presentata dai consulenti legali della
Società La Fornace S.r.l. in data 7 Gennaio 2008 assume sostanzialmente che:
(i) il Commissario Straordinario avrebbe riconosciuto l’utilità della
viabilità proposta dalla parte privata;
(ii) l’accoglimento della proposta della parte privata consentirebbe di
risolvere il contenzioso in corso fra le parti in ordine all’assetto edilizio
della strada pedonale coperta, alla sua destinazione ed all’assetto del nuovo
insediamento commerciale, evitando il suo protrarsi e l’assunzione delle spese
legali e di rischi di responsabilità per danni;
(iii) la nuova viabilità non determinerebbe aggravio di traffico veicolare
per la via S. Francesco, ma anzi alleggerirebbe del traffico di provenienza
autostradale la parte iniziale di detta via;
(iv) la circolazione pedonale sarebbe presidiata con apposita segnaletica e
con attraversamenti;
(v) le soluzioni viabilistiche indicate dal Comune sarebbero incerte nell’an
e nel quando e, comunque, non potranno realizzarsi in tempi brevi;
Ritenuto di non poter condividere le valutazioni espresse dai consulenti legali
della parte privata, per i seguenti motivi:
(vi) la Civica Amministrazione ha il potere di riconsiderare la scelta
espressa dal Commissario Straordinario, trattandosi oltre tutto, nella
fattispecie, di atto endoprocedimentale, che non ha determinato ancora alcun
concreto effetto giuridico, anche alla luce di una diversa valutazione
dell’interesse pubblico, ai sensi dell’art. 21-quinquies della legge n.
241/90 e s.m.i.;
(vii) la risoluzione del contenzioso promosso dalla parte privata per
ottenere la realizzazione di un unico centro commerciale di circa 2 ettari, in
luogo dell’originario progetto edilizio, approvato in variante al P.R.G.
comunale, che prevedeva una GSV alimentare e non alimentare ed una galleria
commerciale separate da una strada pedonale ad uso pubblico, costituisce evento
certamente auspicabile, ma che non può costituire l’unica ragione per motivare
in termini di interesse pubblico l’accoglimento dell’istanza. L’interesse
pubblico impone anzitutto di esigere dalla parte privata il rispetto dei
contenuti degli atti di pianificazione approvati e vigenti e delle soluzioni
progettuali ad esse conformi, mentre la risoluzione del contenzioso deve
costituire, se mai, l’effetto di nuovi assetti urbanistici ed edilizi condivisi
dalla pubblica Amministrazione e non imposti dal ripetuto e defatigante ricorso
ad azioni giurisdizionali;
(viii) le valutazioni dell’Amministrazione comunale in ordine agli assetti
della viabilità pubblica rispondono a scelte discrezionali, che non sono
sindacabili nel merito e che sono motivate;
(ix) l’indicazione circa predisposizione di segnaletica e di attraversamenti
a presidio dell’incolumità dei pedoni conferma che non è possibile separare i
due tipi di circolazione, mentre costituisce scelta discrezionale in materia
urbanistica e di assetto della viabilità l’intenzione di evitare promiscuità
fra un intenso traffico veicolare di provenienza autostradale ed una
altrettanto intesa circolazione pedonale, formata dagli utenti delle strutture
di vendita, la quale oltre tutto si svolge spesso con i carrelli per il
trasporto dei generi acquistati alle autovetture;
(x) costituisce egualmente materia di scelte discrezionali non sindacabili
nel merito la volontà dell’Amministrazione di attendere la realizzazione di
opere pubbliche già individuate e programmate, piuttosto che consentire a
proposte di parte privata non ritenute egualmente appaganti ed, anzi, foriere
di inconvenienti non trascurabili;
Considerato che, per i suesposti motivi, la Civica Amministrazione non
ritiene di condividere le deduzioni formulate dalla Società La Fornace s.r.l. e
di dover, conseguentemente, confermare le motivazioni sopra esposte in ordine
all’insussistenza del pubblico interesse alla prosecuzione del procedimento
amministrativo per l’approvazione dei contenuti dell’istanza e, segnatamente,
delle inerenti varianti alla strumentazione urbanistica generale, che attengono
sia alla revisione dell’assetto edilizio del nuovo insediamento commerciale,
nei modi sopra precisati, sia alla realizzazione di una nuova viabilità
pubblica;
Ritenuto, pertanto, che, alla luce della rinnovata valutazione del pubblico
interesse, sussistono i presupposti e requisiti per revocare la deliberazione
del Commissario Straordinario n. 151 del 22/05/2007 sopra citata;
Acquisito il parere tecnico espresso dal Funzionario responsabile
della competente struttura comunale;
Con la seguente votazione resa palesa per alzata di mano –
esito accertato e proclamato dal Presidente:
Presenti e votanti: n. 19
Favorevoli alla proposta: n. 14
Contrari alla proposta (Negroni
M.;Aschero U.;Lupi C.; Raffa R. Gr.
Centrodestra;
Lupi Piera Gr. Indipendente.) n. 5
DELIBERA
1)
di revocare la deliberazione adottata dal Commissario Straordinario con i
poteri del Consiglio Comunale n. 151 in data 22-05-2007, con la quale era stato
espresso il preventivo assenso sul progetto edilizio di variante presentato
dalla Società La Fornace S.r.l. in data 13-03-2007 e sull’inerente atto
unilaterale d’obbligo, nonché sulle sottese varianti alla vigente
strumentazione urbanistica generale e, quindi,
si è autorizzata la convocazione della conferenza di servizi, ai sensi
dell’art. 59 della L.r. n. 36/97, per la loro approvazione;
2)
di non esprimere assenso ed al contrario di esprimere avviso negativo sul
progetto edilizio di variante presentato dalla società La Fornace S.r.l. in
data 13-03-2007 e sull’inerente atto unilaterale d’obbligo, nonché e specialmente
sulle sottese varianti alla vigente strumentazione urbanistica generale e,
quindi, di non assentire la convocazione della conferenza di servizi, ai sensi
della disposizione normativa citata sub 1);
3)
di autorizzare il Responsabile dello Sportello Unico per l’Edilizia a procedere
agli adempimenti necessari e conseguenti alla presente deliberazione.
Il Presidente
___________________________________ |
Il Segretario
Comunale
___________________________________ |
CERTIFICATO DI PUBBLICAZIONE
La
presente deliberazione è stata pubblicata all’Albo Pretorio del Comune per 15
giorni consecutivi, dal __________________ al __________________. Il Segretario Comunale
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E' copia
conforme all'originale, in carta semplice, per uso amministrativo. |
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DICHIARAZIONE DI ESECUTIVITA’ DIVENUTA ESECUTIVA IN DATA ______________________q
In quanto dichiarata immediatamente eseguibile (art.134
comma 4 del D.L. 18-08-2000 N.267 – T.U.E.L.) q
Per il decorso di giorni 10 dalla data di affissione
all’Albo Pretorio del Comune (art.134 comma 3 del D.L. 18-08-2000 N.267 –
T.U.E.L.) Il Segretario Comunale
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