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COMUNE
di TAGGIA
Provincia di
Imperia
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Lì 30/05/2008
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N.
41
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OGGETTO:
L’anno duemilaotto
addì trenta
del mese di maggio
alle ore ventuno
e minuti zero
nella sala delle adunanza consiliari, convocato dal Sindaco con avvisi scritti
recapitati a norma di legge, si è riunito, in sessione Ordinaria
ed in seduta pubblica
di Prima
convocazione, il Consiglio Comunale, nelle persone dei Signori:
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Cognome e
Nome |
Presente |
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21. BOLLA MASSIMO - Consigliere |
Sì |
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Totale Presenti: |
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Totale Assenti: |
Assume la presidenza il SINDACO GENDUSO Dr. VINCENZO.
Assiste alla seduta il SEGRETARIO COMUNALE GAMBINO Dr. FRANCO.
Il Presidente, riconosciuta legale l’adunanza, dichiara
aperta la seduta.
Il
presidente introduce il terzo punto all’o.d.g. relativo a “Mozione presentata
dal Gr. Centrodestra in merito ai lavori di rifacimento di Via San Dalmazzo” e
cede la parola al consigliere Negroni per la lettura.
Negroni Maurizio (Gr. Centrodestra): passa alla lettura della mozione
presentata:
Arma – Levà – Taggia
Alla cortese attenzione
Sindaco di Taggia
Sede
Oggetto: proposta di mozione da
sottoporre all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale.
Con riferimento alla problematica
relativa ai lavori per il rifacimento di via San Dalmazzo segnaliamo quanto
segue:
-Da un’attenta verifica delle condizioni indicate nel capitolato di
appalto sottoscritto dalla ditta esecutrice dei lavori, si è con chiarezza
evidenziata, anche nel corso di sopralluoghi effettuati dagli uffici e dai
tecnici competenti, una palese difformità e irregolarità nella realizzazione
della pavimentazione di via San Dalmazzo – centro storico di Taggia;
-In considerazione dell’importanza relativa alla conservazione del
nostro rilevante patrimonio storico e artistico, il consiglio comunale impegna
la giunta a pretendere dalla ditta inadempiente il rifacimento completo del
manto stradale come da capitolato, con sollecitudine ed il rispetto di tempi
certi di realizzazione e senza oneri aggiuntivi per il bilancio comunale.
F.to IL CAPOGRUPPO
(Maurizio NEGRONI)”
Spiega che la richiesta è abbastanza precisa perchè questa
situazione ha suscitato parecchie lamentele, sia da parte della cittadinanza,
che da parte dell'amministrazione. Ora
lo scopo della mozione è quella di fare si' che la strada venga fatta ad opera d'arte.
Alberghi Massimo
(Assessore ai Lavori Pubblici): spiega come già dichiarato agli organi di stampa che in
effetti questa amministrazione ha già contestato alla ditta alcuni lavori ed in particolare a seguito del sopralluogo
congiunto tra l'ufficio lavori pubblici,
la direzione dei lavori, ing. Gonnet e l'ing. Leone che è il responsabile della Sovrintendenza di
Genova, sono state evidenziate alcune zone nelle quali sarà necessario
riprendere la pavimentazione. Nel contempo si provvederà anche a ripristinare
alcune zone apparteenti a privati danneggiate secondo uno schema redatto dai
lavori pubblici insieme con la direzione lavori. La documentazione relativa
alla pratica è il libera visione presso l'ufficio. Coglie l'occasione per
segnalare che a seguito dell'approvazione da parte della giunta comunale della
perizia di variante, sono iniziati i lavori di
ripristino delle pavimentazioni nella parti dove la Sovrintendenza ha
detto che i lavori non erano stati realizzati ad opera d'arte; con questa
occasione sono stati approvati anche nuovi lavori non realizzati: si riferisce sia
alla salita di via Asilo con il
ripristino della pavimentazione nuova e la creazione di nuovi sottoservizi di
fatto inesistente, sia al restauro
conservativo delle tre fontane esistenti in via San Dalmazzo.
In seguito con le somme a disposizione sarà possibile
ripristinare e installare una nuova illuminazione pubblica. Venendo al “nocciolo”
della mozione sottolinea come non vi sia
“una palese difformità e irregolarità nella realizzazione di tutta la
pavimentazione di via San Dalmazzo” come riportato dal gr. Centrodestra, né tanto meno questa irregolarità è stata
accertata dai tecnici competenti (ufficio
lavori pubblici e la direzione lavori).
La Sovrintedenza ai beni ambientali
di Genova inoltre che è una parte
assolutamente terza, ha effettivamente rilevato
che in alcuni punti la pavimentazione non va bene, ma non in generale. Per
questo, affermare che si è in totale difformità rispetto a quanto previsto è
esagerato. Accenna anche alle perplessità espresse da parte del consigliere
Aschero in merito al materiale usato per la pavimentazione e ai ciottoli
ritenuti non idonei alla pavimentazione di via San Dalmazzo. Pur condividendo
in parte il fatto che il materiale usato per via San Dalmazzo non è
corrispondente al materiale locale, tuttavia gli preme sottolineare che questi
ciottoli sono stati comunque preventivamente autorizzati dalla Sovrintendenza
ai beni ambientali, l'organo massimo sui centri storici; inoltre essendo prima
via San Dalmazzo ricoperta da porfido forse le operazioni di scavo non hanno
potuto fare venire alla luce nuovi ciottoli da utilizzare, ma si è dovuto
attingere da altri siti. I fiumi dai quali attingere non sono molti. Su
questo argomento tecnico il consigliere
Arch. Roggeri Cristina puo’ dare
ulteriori spiegazioni, anzi coglie l’occasione per riconoscerLe il grande merito di avere scongiurato un
errore importante in merito alle ciappe che costeggiano i ciottoli, previsti
nel capitolati di appalto in “Pietra di Lucerna” e non in arenaria, come la
tradizione locale impone
Arch. Roggeri
(consigliere delegato al centro storico): da una prima lettura dell’interrogazione non aveva
colto appieno la problematica evidenziata, anche perché in effetti non si
rileva una palese difformità rispetto a quanto previsto nel capitolato. E’ vero
che quando si va ad operare con un certo tipo di materiale non
è semplice cercare di rispettare la posa tradizionale, rispetto invece a quanto
avvenuto in altre parti del centro storico.
La posa è particolarmente ordinata e va
ripresa in alcuni punti, ma è regolare
la posa delle corsie in pietra che pare
essere stata fatta a regola d'arte, cosi’ come anche la raccolta delle acque, soprattutto la
distinzione tra acque bianche e acque nere. Sottolinea che la scelta tipologica
della pavimentazione fatta da chi ha preceduto questa amministrazione, a suo
parere è corretta. Potranno nascere
delle perplessità sulla comodità o meno rispetto a quanto c'era prima, in
quanto la Via San Dalmazzo prima era in porfido. Occorre tuttavia ricordare se
si vuole salvaguardare i caratteri storici del centro storico, va fatta una
scelta che rispetti l'estetica e la storia, scelta che a suo parere era già
stata compiuta correttamente, ripristinando la pavimentazione cosi’ come
esistente dal punto di vista tipologico nel tratto del Colletto e nel tratto della via che dai Domenicani va in via
San Dalmazzo. A suo parere via San Dalmazzo dal punto di vista estetico è molto gradevole, anche se comprende che per
alcuni abitanti possa essere considerata più scomoda di prima. Crede che non sia
l’atteggiamento ipercritico quello che ci deve guidare, ma occorre essere corretti ma
guardare avanti. Su quella via è stata fatta una scelta, sono arrivanti dei
finanziamenti come Obiettivo 2, ed è corretto che l’amministrazione attuale
continui a fare questi lavori, perché il centro storico deve essere
ripristinato secondo le caratteristiche tipologiche originarie. Se i ciottoli
sono più scomodi si potrà passare sulle corsie in pietre, mentre il passaggio
dei motorini a suo parere dovrebbe essere negato. La riqualificazione del
centro storico porterà in futuro a riscoprire una risorsa importante, per cui
ben vengano le critiche della minoranza, ma che siano costruttive per fare
meglio e per continuare a fare i lavori e non fermarsi davanti a difficoltà di
tipo tecnico e sovrastimate rispetto
alla realtà.
Aschero Uberto
(consigliere Gr. Centrodestra): spiega che il suo intervento non vuole essere una critica
sul fatto che il centro storico non venga rifatto come era in origine; concorda
su questo con il Consigliere Roggeri. La cosa su cui non concorda e ha fatto
anche delle fotografie in merito, è la
posa in opera di tutto il ciottolato del centro storico. A tale proposito legge
quanto indicato nel capitolato: “….nel disporre l’acciottolato dovrà porsi la
massima cura affinchè non rimangano vani tra un ciottolo e l’altro, dovendo
essere ben uniti e serrate affinchè il ciottolato formi una superficie uniforme….”.
Invita i consiglieri a esaminare le fotografie che ha fatto e a giudicare se
quanto previsto è stato rispettato. E’ impossibile in questo momento passare in
Via San Dalmazzo se non sulle corsie; una mamma ad esempio con la carrozzina
non riesce a passarci. Il problema che
fa rilevare all’amministrazione è che la strada è tutta cosi’, nonostante il
capitolato dica “….si procederà al piantamento dei ciottoli con l’avvertenza di
collocarsi con l’asse maggiore verticale e la testa più grossa in alto…”.
Invece i ciottoli sono messi piatti con tantissimo cemento, quando invece nel
capitolato di cemento non se ne parla. Condivide
quello che ha detto il consigliere Roggeri sul fatto che occorre continuare a
lavorare per migliorare il centro storico rispettando quanto era stato fatto in
passato. I lavori fatti per il P.O.I. hanno visto l’utilizzo delle pietre non solo di recupero, ma anche altre
che sono diverse comunque da quelle messe in Via San Dalmazzo. Non vorrebbe che
su una stessa zona ci fossero tre pietre diverse. E’ vero che è quasi
impossibile riprodurre tutto fedelmente come una volta, ma chi ha lavorato per
il P.O.I. ha lavorato molto meglio di coloro che hanno lavorato in Via San
Dalmazzo. Non è stato rispettato il capitolato.
Alberghi Massimo: ricorda che il capitolato di
appalto e il prezziario parla di “ciottoli
di fiume arrotondati”, l'effetto che si ha è quello di “uova rovesciate”, cioè
si vede solo la capocchia del ciottolo e intorno c’è molto spazio. Non sono
messi piatti, perché i ciottoli sono ovali: come già dichiarato prima la Sovrintendenza
per i Beni ambientali ha già rilevato alcune
anomalie nella lavorazione e nei tratti dove queste difformità sono più
rilevanti si effettuerà senz’altro un ripristino.
Aschero Uberto: dalle foto che ha fatto e che consegna all'amministrazione si vede chiaramente
che i ciottoli sono stati messi in orizzontale.
Orengo Roberto
(Capogruppo Gr. “E’ tempo – lista civica): per le motivazioni spiegate dal consigliere Roggeri e dall’assessore
Alberghi preannuncia che il voto del gruppo che rappresenta alla mozione presentata
sarà negativa.
Negroni Maurizio
(Capogruppo Gr. Centrodestra): prende atto della votazione negativa sulla mozione, ricorda
solo che nel corso di questo breve dibattito si sono evidenziate anomalie, più
di alcune; le segnalazioni sono arrivate
dalla gente che deve vivere in via San Dalmazzo
e che a suo parere sono importanti, non volendo togliere nulla ai discorsi
tecnici e culturali. Le difformità a parere
del suo gruppo ci sono e la critica è
costruttiva, infatti si è aspettato
parecchio tempo prima di presentare una mozione, perché il problema di Via San
Dalmazzo dura da parecchi mesi, prima per il ritardo nella realizzazione, poi per le
proteste giunte da parte delle persone che si sono rivolte sia al gruppo che
rappresenta, che all’amministrazione. La mozione voleva sollecitare l'amministrazione
a compiere un atto dovuto perché del
disagio ci si è già resi conto e gli
spiace che così restando, la strada non sia funzionale al passaggio con le carrozzelle e per gli abitanti;
nessuno lo convince che i collegamenti tra la sede stradale e il muro
rispettino certi canoni e conferma il voto favorevole alla mozione; auspica che
nei prossimi mesi le anomalie evidenziate siano risolte, anche se teme che sia
poi difficile cercare di ripristinare una situazione che non corrisponde a
quanto indicato nel capitolato di appalto.
Con la seguente votazione, resa palese per alzata di mano,
esito accertato e proclamato dal presidente:
-Presenti: n. 21
-Voti favorevoli alla mozione: (Negroni M.; Albanese Mauro;
Lupi C.; Raffa R.;
Aschero U. Gr. Centrodestra; Bolla Massimo Gr.
Centrosinistra; Lupi P. Gr. Indipendente)
n. 7
-Voti
contrari alla mozione (Gr. “E’ tempo – lista civica) n.
14
La mozione
presentata dal Gr. Centrodestra viene respinta.
Il Presidente
___________________________________ |
Il Segretario
Comunale
___________________________________ |
CERTIFICATO DI PUBBLICAZIONE
La
presente deliberazione è stata pubblicata all’Albo Pretorio del Comune per 15
giorni consecutivi, dal __________________ al __________________. Il Segretario Comunale
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E' copia
conforme all'originale, in carta semplice, per uso amministrativo. |
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DICHIARAZIONE DI ESECUTIVITA’ DIVENUTA ESECUTIVA IN DATA ______________________q
In quanto dichiarata immediatamente eseguibile (art.134
comma 4 del D.L. 18-08-2000 N.267 – T.U.E.L.) q
Per il decorso di giorni 10 dalla data di affissione
all’Albo Pretorio del Comune (art.134 comma 3 del D.L. 18-08-2000 N.267 –
T.U.E.L.) Il Segretario Comunale
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